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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/06/2015  -  stampato il 09/12/2016


DAP non rinnova convenzione con la Tirrenia: traduzione senza biglietti viene rispedita in carcere

"Quel che è accaduto venerdì sera a Genova ha dell'incredibile. Una scorta della Polizia Penitenziaria del carcere genovese di Marassi, che stava trasportando dei detenuti in Sardegna, non è stata fatta salire a bordo della nave Tirrenia perché il Ministero della Giustizia non paga i biglietti alla Compagnia di navigazione ed è dovuta rientrare nel carcere della Valbisagno.

Una cosa assurda, che poteva creare seri problemi alla sicurezza dei poliziotti, dei detenuti, dei cittadini e dei viaggiatori per colpa di burocrati che trascurano evidentemente le priorità della sicurezza con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria. Il Ministro della Giustizia Orlando faccia chiarezza su questa vicenda incredibile". Lo denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri.

"Non è possibile che l'articolazione del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria che si occupa del rinnovo delle convenzioni con le Compagnie come la Tirrenia, ossia la Direzione generale dei beni e servizi, non abbia provveduto per tempo ad assicurare i pagamenti alla Compagnia di navigazione per i viaggi fatti e quelli da fare. Il Ministro della Giustizia disponga una ispezione e accerti le responsabilità di chi ha fatto fare questa "figuraccia" ai nostri poliziotti penitenziari".

Capece denuncia "una volta di più le quotidiane difficoltà operative con cui si confrontano quotidianamente le unità di Polizia Penitenziaria in servizio nei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti dei penitenziari: agenti che sono sotto organico, non retribuiti degnamente, impiegati in servizi quotidiani ben oltre le 9 ore di servizio, con mezzi di trasporto dei detenuti spessissimo inidonei a circolare per le strade del Paese, fermi nelle officine perché non ci sono soldi per ripararli o con centinaia di migliaia di chilometri già percorsi".

E conclude: "La sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli indiscriminati e ingiustificati. E la realtà è che con sei miliardi di tagli che i vari Governi Prodi, Berlusconi, Monti, Letta e Renzi hanno operato dal 2008 ad oggi, i cittadini sono meno sicuri perché ci sono meno poliziotti a controllare le loro case e i quartieri, meno poliziotti penitenziari nelle carceri a fronte di un numero di detenuti che sta tornado ad aumentare esauriti gli effetti "taumaturgici" della sentenza Cedu - Torreggiani, meno forestali contro le agromafie e le ecomafie per la tutela dell'ambiente, meno vigili del fuoco a difenderci da disastri e calamità, a garantire sicurezza e soccorso pubblico".

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