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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/09/2010  -  stampato il 03/12/2016


"A Montorio l'emergenza " si chiama sovraffollamento"

Verona. «È vero che facciamo cronaca, ma se debbo essere sincero questa è stata una delle estati più tranquille che abbiamo mai vissuto nella casa circondariale di Montorio».Antonio Fullone è il direttore della struttura veronese che la settimana scorsa per due volte è balzata agli onori della cronaca per un salvataggio di un detenuto che s'era appeso con la sua maglietta alle sbarre della cella ed è stato salvato dagli agenti e per una rissa tra detenuti marocchini e tunisini sedata dai poliziotti. Tre feriti in divisa, sei tra i carcerati.Le notizie dal carcere sempre più spesso arrivano dalle segreterie nazionali dei sindacati che rappresentano la categoria, per sottolineare quanto la situazione stia degenerando. Lunedì Montorio ha toccato il record in positivo: 872 detenuti, di cui 52 donne. Sono 384 i definitivi, 22 le donne; 310 i tossicodipendenti, 20 i sieropositivi , altri 188 in attesa di giudizio. Ci sono anche detenuti con patologie psichiatriche compatibili con il regime carcerario, ben 51 e tre sorvegliati a vista. ma quelli in trattamento psichiatrico sono ben 200 e questo la dice lunga sul quanto sia comunque pesante una restrizione della libertà. In 35 hanno commesso atti autolesionistici, un detenuto s'è suicidato. Lo scorso anno gli agenti vittime di aggressioni sono stati 11, quest'anno, per ora 7.«La situazione sta migliorando», aggiunge Fullone, «anche a livello strutturale. Il primo piano del femminile è stato svuotato per sistemare le docce. Da ottobre potrà essere utilizzata di nuovo la palestra. Stiamo inoltre sistemando la sala colloqui e approntando una ludoteca, perchè oltre a chi sta in carcere a scontare la pena ci sono i familiari. Altri lavori sono stati appaltati per il rifornimento di acqua calda. I lavori erano già stati appaltati tempo addietro e si stanno ultimando. Questo era stato uno dei problemi storicid ella struttura». Uno dei problemi maggiori resta quello dell'organico: «Restiamo in carenza costante di personale. Ne manca un terzo, abbiamo 303 unità rispetto alle 407 che dovrebbero essere per 600 detenuti, che invece sonos empre di più. ne abbiamo avuti fino a mille. questo significa fare tanti sacrifici e lavorare in situazioni stressanti».
Se a questo si aggiungono le risse della settimana scorsa tra tunisini e marocchini: «Quella situazione s'è risolta, Le parti hanno messo nero su bianco che la situazione s'è tranquillizzata e già la sera stessa avevano recitato le preghiere tutti insieme. Siamo in sovraffollamento», aggiunge Fullone, «non possiamo tenere le etnie divise tra loro. Tra l'altro con le nuove leggi abbiamo tipi disparati di reato e di persone, dai grafittari agli stalker, dagli spacciatori ai rapinatori e non possiamo dividere i detenuti per reato o etnia, non c'è spazio. Chi poi non ha nulla da perdere perchè fuori non ha chi lo aspetta o gli dà una mano non esita a mettere in discussione i benefici e quindi diventa più difficile da trattare. Io li chiamo i dannati della povertà, ma noi cerchiamo di fare in modo che scontare la pena sia anche utile per il reinserimento successivo».

Alessandra Vaccari

Fonte: larena.it