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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/06/2015  -  stampato il 04/12/2016


Presunti pestaggi a Genova, Sappe: riservatezza per gli indagati non vale mai per i Poliziotti?

"La notizia che 11 tra agenti di Polizia Penitenziaria ed altri operatori on servizio nel carcere genovese di Marassi sono stati destinatari di avvisi di garanzia per il presunto pestaggio di un detenuto è certo notizia che colpisce e amareggia. Ma, fermo restando che una persona è colpevole solamente dopo una condanna passata in giudicato, deve essere chiaro che non appartengono certo al DNA della Polizia Penitenziaria i gravi comportamenti dei quali sono accusati i poliziotti. La responsabilità penale è personale e chi si è reso responsabile di gravi reati, una volta acquisite le prove certe e inequivocabili, ne deve pagare le conseguenze e deve essere cacciato dal Corpo di Polizia Penitenziaria, che è una Istituzione sana. Queste accuse fanno male a coloro che il carcere lo vivono quotidianamente nella prima linea delle sezioni detentive, come le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria che svolgono quotidianamente il servizio con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato come quello carcerario. E? utile ricordare che negli ultimi 20 anni la Polizia Penitenziaria ha sventato, in carcere, più di 16mila tentati suicidi ed impedito che quasi 113mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze. I poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di Genova Marassi, ad esempio, hanno salvato in tempo la vita nel 2014 a 9 e nel 2013 a 8 detenuti che hanno tentato di togliersi ?.

Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri.

Il primo Sindacato dei Baschi Azzurri si dichiara "sorpreso" dal fatto che sui quotidiani siano stati pubblicati nomi e cognomi degli operatori destinatari di avviso di garanzia - "possibile che le tutele ci siano solamente per i delinquenti ma non per gli operatori penitenziari innocenti fino a prova contraria, tanto più se si considera che si sta parlando di una indagine ancora in fase assolutamente iniziale - e torna a sottolineare che - la Polizia Penitenziaria, a Genova Marassi e negli oltre 200 penitenziari italiani, è formata da persone che nonostante l'insostenibile, pericoloso e stressante sovraffollamento credono nel proprio lavoro, che hanno valori radicati e un forte senso dìidentità e d'orgoglio, e che ogni giorno in carcere fanno tutto quanto è nelle loro umane possibilità per gestire gli eventi critici che si verificano quotidianamente, soprattutto sventando centinaia e centinaia suicidi di detenuti".

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