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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/06/2015  -  stampato il 09/12/2016


Carcere di Sulmona e Abruzzo ad alto rischio criminalità organizzata: mancano almeno 50 Poliziotti Penitenziari

Sulmona e il centro Abruzzo sono esposti al rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata. A lanciare l'allarme il segretario provinciale del Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe), Marco Chiarelli. Con lui il segretario generale, Donato Capece, il segretario regionale, Giuseppe Ninu, e il vice segretario regionale, Edoardo Colella.

«Lo Stato deve prestare attenzione a questi rischi, riflesso della presenza di detenuti nel carcere sulmonese provenienti dal mondo della criminalità organizzata - ha spiegato Chiarelli - E' indispensabile che le forze dell'ordine siano messe in grado di svolgere una costante ed efficace opera di prevenzione e stretta vigilanza sul territorio, salvaguardandolo da questi gravi rischi».

 Nel carcere di Sulmona sono reclusi 500 detenuti, tutti considerati di Alta sicurezza. I rappresentanti del Sappe hanno poi evidenziato le necessità e i problemi ancora irrisolti del supercarcere peligno, il più grande d'Abruzzo.

«Resta la necessità di ulteriore personale di Polizia Penitenziaria, non si possono chiedere sempre sacrifici e provocare stress psicofisico continuo ai danni degli agenti in servizio» ha precisato Capece.

«Anche gli agenti hanno diritto al riposo per garantire la propria salute, ma anche per prestare un servizio efficiente».

 Attualmente sono 250 i poliziotti penitenziari in servizio nel supercarcere di Sulmona.

«Ne occorrono almeno trecento per garantire turni adeguati e ferie agli agenti» ha concluso Capece, appellandosi all'amministrazione penitenziaria, perché i diritti degli agenti penitenziari non siano ancora disattesi e cessino preoccupazioni e tensioni. La costruzione di un nuovo padiglione del penitenziario, con l'arrivo di altri 300 detenuti, rappresenterà un altro problema notevole.

«Se restano le condizioni attuali quel problema diverrà esplosivo per il penitenziario sulmonese» hanno avvertito, concludendo, i responsabili del sindacato autonomo.

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