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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/07/2015  -  stampato il 09/12/2016


Rebibbia: Tenta evasione nascondendosi sotto al camion che porta via immondizia. Condannato a un anno di reclusione

Un pensiero rivolto alla libertà e un pizzico di fantasia. Tanto era bastato a Youkurab Bouslhahi per tentare la fuga. Nascondendosi sotto il camion dei rifiuti che quotidianamente esce dal penitenziario di Rebibbia pensava di non essere visto ma gli agenti della Polizia Penitenziaria avevano capito che qualcosa non andava e lo avevano fermato proprio a pochi metri dall’ingresso del carcere. Così ieri l’uomo, un 33enne tunisino, è stato condannato dai giudici di piazzale Clodio. Youkurab dovrà scontare un anno di reclusione, come richiesto dal pubblico ministero Gianluca Mazzei. Pena questa che si andrà a sommare a quella che il detenuto stava già scontando. Nel maggio del 2012 infatti, il giovane tunisino era stato condannato perché colto con le mani nel sacco mentre tentava maldestramente di mettere a segno una rapina. Condotto nel penitenziario di Rebibbia, Youkurab aveva iniziato a scontare la sua pena tranquillamente. Ma dietro quella quiete apparente si celava un grande desiderio di libertà. Così il ragazzo aveva improvvisato una fuga all’ultimo minuto. Rebibbia certamente non ricorda Alcatraz e sicuramente Youkurab non è Frank Morris, il furbo e intelligente rapinatore protagonista del film diretto da Don Siegel. Il suo piano non prevedeva l’indebolimento dei muri della prigione. Nelle sue intenzioni non vi era l’idea di sfruttare un condotto di aerazione che passa sopra le celle. Il detenuto, a differenza del protagonista del celebre film, non avrebbe dovuto attraversare gelide acque a bordo di una rudimentale zattera. Semplicemente Youkurab aveva pensato di approfittare del tempo trascorso nel cortile del penitenziario per evadere utilizzando il camion della nettezza urbana. Quando il mezzo dell’Ama era passato al suo fianco, aveva colto il momento per chinarsi e rotolare sotto il furgone appendendosi poi tra gli ingranaggi del veicolo. Pensava di viaggiare verso la libertà ma i poliziotti penitenziari lo avevano fermato dopo pochi minuti, proprio a due passi dal cancello del penitenziario.

 

fonte: iltempo.it