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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/07/2015  -  stampato il 08/12/2016


Genova Marassi: a rischio salute e sicurezza

E’ improponibile la presenza, nei penitenziari, dei detenuti con gravi problemi psichiatrici. E’ il SAPPe della Liguria a riproporre le problematiche connesse dalla loro gestione.

La Polizia Penitenziaria che opera all’interno della Casa Circondariale di Genova Marassi -dichiara Michele LORENZO segretario regionale – riscontra quotidianamente gravi criticità, che mettono a rischio la sicurezza non solo propria ma, anche, dei detenuti ospitati nella struttura, per questo- continua il SAPPe,- chiediamo un intervento ed interessamento dell’Amministrazione penitenziaria volto a risolvere la situazione attuale.

E’ aberrante se non disumano constatare che a distanza di pochi giorni dal ricovero del detenuto che, dopo aver superato la soglia dei 90 eventi critici causati, mettendo letteralmente a ferro e fuoco l’istituto e che ha costretto alcuni poliziotti penitenziari a ricorrere alle cure mediche, si paventa la possibilità di un suo prossimo rientro nella struttura. Si precisa, infatti ed a tal proposito, che dopo l’ultimo incendio appiccato e la devastazione della camera detentiva, si rese necessario il ricovero ospedaliero dello stesso detenuto. Questi ha creato scompiglio anche nel reparto ospedaliero riuscendo ad ingoiare un moschettone di ferro adoperato per contenzionarlo. Immediato l’intervento chirurgico per rimuovere l’oggetto. L’intervento avrebbe rilevato, all’interno dello stomaco, altri oggetti “estranei” come un bullone.

Il SAPPe dichiara che la condizione lavorativa negli istituti liguri appare tristemente drammatica e desta preoccupazione per la gestione di individui che denotano problemi psichiatrici e che, quindi, non dovrebbero essere trattati in strutture detentive ordinarie, ma, bensì, in reparti psichiatrici attrezzati.

In conclusione il SAPPe si appella al rispetto della norma chiedendo, tra l’altro, l’applicazione della Legge n. 354/1975 al suo articolo 11 nella parte in cui recita che “nel caso di sospetto di malattia psichica sono adottati senza indugio i provvedimenti del caso col rispetto delle norme concernenti l’assistenza psichiatrica e la sanità mentale”. E non comprendiamo il silenzio di Enti o associazioni a sostegno dei detenuti, così come non è chiara la posizione dei politici sul sistema sicurezza ed incolumità del poliziotto penitenziario.

 

Fonte:genova24.it