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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/07/2015  -  stampato il 04/12/2016


Evase dal carcere di Perugia: reato prescritto, assolti invece il Poliziotto Penitenziario e i compagni di cella

La “primula rossa” albanese, il “rambo” di Kucove, “ufo” (per la sua capacità di “volare” da un muro all’altro, di colpire e sparire). La storia di Ilir Paja è infarcita di fughe rocambolesche, ma anche di catture perseguite con furbizia e intelligenza dal personale della questura di Perugia, capace di riprenderlo per tre volte e di consegnarlo alla giustizia internazionale.

Il pericoloso detenuto albanese, difeso dall’avvocato Ermes Farinazzo, riuscì a superare un muro di cinta alto una ventina di metri ed almeno altre tre recinzioni perimetrali, alcune alte sette-otto metri senza incontrare resistenza, scivolare lungo un muro dopo essersi cosparso di grasso per non ustionarsi con l’attrito, capace di proseguire la fuga scalzo e con un braccio rotto, inseguito da pattuglie ed elicotteri fino a far perdere le proprie tracce.

Per quella fuga erano stati rinviati a giudizio i compagni di cella M. C., difeso dall’avvocato Massimo Metelli, F. R., difeso dall’avvocato Giulio Piras, Z. M. H, assistito dall’avvocato Daniela Paccoi e un Poliziotto Penitenziario, difeso dall’avvocato Luca Maori. L’accusa è quella di aver agevolato la fuga del bandito albanese dal grilletto facile (ricercato anche in Germania per l’omicidio di un cittadino inglese). Secondo la Procura l’albanese avrebbe ideato il piano di fuga, assegnando ad ognuno dei partecipanti un compito.

In particolare i detenuti complici avrebbero dovuto recuperare lenzuola per fabbricare una corda per calarsi dal muro e fare da scaletta per superare una recinzione. L’agente della Polizia Penitenziaria era imputato di non aver controllato o posto in essere azioni che potessero impedire al fuggitivo di arrivare fin sotto la recinzione.

Per Paja (in carcere in Albania per triplice omicidio) è stata decretata la prescrizione, mentre per gli altri imputati l’assoluzione.

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