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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/07/2015  -  stampato il 11/12/2016


Ancora scontri tra detenuti nelle sezioni di sorveglianza dinamica del carcere di Modena

Dopo gli episodi delle scorse settimane, quando alcuni agenti sono stati feriti, questa volta è toccato a due regolamenti di conti fra detenuti. La situazione nel carcere modenese resta esplosiva. Si susseguono - apparentemente senza sosta - gli episodi violenti fra le mura del carcere di Sant'Anna. Dopo le aggressioni agli agenti dei giorni scorsi, è ancora una volta il sindacato della Polizia Penitenziaria Sappe a dare notizia di due risse che si sono verificate a breve distanza l'una dall'altra e che hanno coinvolto alcuni detenuti, in evidente conflitto tra di loro.

La prima ha coinvolto quattro detenuti, tre albanesi e un nigeriano, che si sono affrontati con oggetti vari ed armi improprie, tanto da dover successivamente fare ricorso alle cure dei medici dell'Ospedale. Non si conoscono, al momento, i motivi che avrebbero scatenato la lite. Un'altra rissa, con conseguenze meno gravi, si è verificata tra tre detenuti ristretti in un altro reparto.

Si tratta di reparti tutti aperti, dove si applica la sorveglianza a distanza, senza la presenza degli agenti di Polizia Penitenziaria che sono intervenuti comunque prontamente. "La situazione nel carcere modenese è diventata ormai ingestibile - affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Campobasso, segretario regionale - proprio a causa del regime aperto nei reparti detentivi, senza la previsione di un reparto chiuso, dove contenere coloro che si rendono responsabili di gravi infrazioni disciplinari. Ormai i detenuti sono convinti di poter fare tutto ciò che vogliono. Ciò rappresenta sicuramente un fallimento per l'istituzione penitenziaria, poiché il mancato rispetto delle regole, da parte dei detenuti, costituisce un presupposto negativo per ogni ipotesi di recupero e reinserimento sociale".

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