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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/07/2015  -  stampato il 03/12/2016


Porta droga in carcere al figlio: 250 dosi di hashish sequestrate dalla Polizia Penitenziaria a Padova

Mamma premurosa Maria Rosa Rigano, classe 1950 di Schio, nel Vicentino . E attenta ai “bisogni” del proprio figliolo fino a rischiare pure lei il carcere visto che è finita sotto inchiesta per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Forse spinta da troppo amore materno, mamma-droga non ha esitato a portare un pacco-regalo al suo ragazzo detenuto nella casa di reclusione Due Palazzi, Luca Piacentini, 37 anni, sempre di Schio: un quantitativo di hashish piuttosto consistente con il quale era possibile confezionare circa 250 dosi. Un pacco-regalo intercettato e bloccato dagli agenti di Polizia Penitenziaria della struttura, già finita nel mirino con una clamorosa inchiesta della procura padovana. Agenti che si sono insospettiti di fronte all’atteggiamento nervoso dell’uomo, troppo attento, agitato e impegnato a incrociare gli occhi di chi era tenuto a controllarlo.

Non è un caso che il titolare dell’indagine sia il pubblico ministero padovano Sergio Dini, già alla guida dell’inchiesta sul carcere-colabrodo culminata proprio un anno fa con una serie di arresti tra secondini, detenuti e familiari di questi ultimi, perché nella struttura penitenziaria entrava di tutto, dalla droga ai cellulari, dalle sim-card alle chiavette usb. Un’inchiesta già arrivata al capolinea per 13 imputati condannati con riti alternativi a 51 anni, 3 mesi e 10 giorni, mentre altri 22 imputati affronteranno il processo che inizierà il 6 ottobre. È il 20 giugno scorso, giornata di colloqui in carcere. Mamma Rosa si presenta al Due Palazzi dopo aver ottenuto il regolare permesso per fare visita al figlio Luca. Borse, giacche e cellulari vengono lasciati in una stanza apposita dopo la regolare perquisizione, poi la donna viene accompagnata nella sala-colloqui e si siede a un tavolo. Entra Luca e inizia la conversazione tra mamma e figlio, come tra altri detenuti con i loro familiari sotto l’occhio attento delle guardie. Baci abbracci, mani che si stringono tra lacrime di commozione. Luca appare molto nervoso, teso e, a un certo punto, non fa che guardare gli agenti. Perché è così distratto? Concluso il tempo a disposizione, la signora esce e viene controllata: perquisizione negativa. Pure Luca subisce lo stesso trattamento. E stavolta salta fuori il pacco-regalo con la droga. Per chi era tutto quell’hashish? Il sospetto è che le dosi fossero destinate allo spaccio all’interno del penitenziario. Nel 2014 Luca Piacentini era stato arrestato per una sentenza passata in giudicato a 3 anni e 5 mesi di reclusione per spaccio di droga. Volto noto alle forze dell’ordine,

ha una sfilza di precedenti alle spalle, soprattutto per spaccio benché sia finito nei guai anche per truffa. L’ultimo arresto qualche anno fa, quando venne bloccato a Malo con 67 grammi di cocaina in auto, avvolti in un sacchetto di nylon e con una dose nascosta in un pacchetto di sigarette.

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