www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/07/2015  -  stampato il 08/12/2016


Coste d'Assise: Bossetti sta bene, confermate le smentite del SAPPE

In una pagina e mezza la Corte d’Assise di Bergamo ha bocciato senza mezzi termini l’istanza di sostituzione del regime di carcerazione con gli arresti domiciliari per Massimo Giuseppe Bossetti, presentata dagli avvocati del carpentiere di Mapello alla fine della scorsa settimana. La stroncatura, netta, è l’ottavo «no» sulla misura cautelare, ma stavolta il parere è firmato dagli otto giudici, presieduti da Antonella Bertoja, a latere Ilaria Sanesi, di fronte ai quali si celebra il processo per l’omicidio pluriaggravato di Yara Gambirasio.

L’istanza è stata presentata venerdì, una settimana dopo la seconda udienza in tribunale e sei giorni dopo il presunto tentativo di suicidio in cella, reso noto alla stampa dall’avvocato Claudio Salvagni. Una circostanza mai confermata dal carcere che, unita alla consulenza di parte dello psichiatra Alessandro Meluzzi (leggi) su uno stato di «deflessione depressiva», viene citata a supporto dell’istanza per i domiciliari. Ma per la Corte d’Assise non c’è storia. «Non c’è riscontro alla consulenza — scrivono i giudici —. Il direttore del carcere e il comandante della Polizia Penitenziaria hanno escluso in radice ogni tentativo autolesionistico dopo l’ultima udienza e dopo il colloquio del Bossetti con la moglie, e anzi hanno testimoniato di aver raccolto lo sfogo dell’uomo, deluso dal comportamento della moglie ma per nulla incline a gesti anticonservativi».

La casa circondariale ha quindi messo nero su bianco che non è esistito alcun tentativo di suicidio, dopo l’udienza in cui il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha parlato di due presunti amanti di Marita Comi, moglie di Bossetti. «Il diario clinico — prosegue la Corte — attesta le buone condizioni generali del detenuto, salvo qualche episodio di faringite, lombalgia e problemi connessi all’ernia inguinale, per cui è stato recentemente operato. In particolare, una perdita di peso si è registrata nei mesi successivi all’arresto, ma risulta ampiamente recuperata alla data del 5 novembre, quando il peso era di oltre due chili superiore a quello “d’ingresso” in carcere».

L’ordinanza passa poi alle condizioni psicologiche: «Né lo psicologo né lo psichiatra (del carcere, ndr) hanno mai segnalato problematiche tali anche solo da far sospettare un problema di compatibilità. Nel recentissimo passato sono stati anche sospesi i farmaci tranquillanti in precedenza utilizzati per dormire, e non risulta che siano stati né ripristinati d’autorità dai sanitari né richiesti dal detenuto . Alla visita psichiatrica di controllo del 6 luglio scorso l’imputato “si soffermava sul recente inizio del processo con conseguente stress avvertito come sostenibile, sonno riposato, non ritiene necessaria l’assunzione di terapia ansiolitica”».

bergamo.corriere.it

 

SAPPE: Bossetti non ha mai tentato di uccidersi

Non ci sarebbe stato alcun tentativo di suicidio in carcere di Massimo Bossetti, da tredici mesi rinchiuso nella prigione di Bergamo con l'accusa di avere ucciso Yara Gambirasio. A smentire il racconto che lo stesso Bossetti avrebbe fatto alla moglie di un tentativo di suicidio sventato in extremis da una guardia penitenziaria e confermato dal suo avvocato Claudio Salvagni, e' il segretario generale del sindacato della Polizia Penitenziaria Sappe, Donato Capece: "Non si e' mai verificato un tentativo di suicidio di Massimo Bossetti nel carcere di Bergamo. Ho sentito il segretario generale della Lombardia il quale mi ha riferito che la notizia e' priva di fondamento. In sostanza non e' accaduto nulla. Fa specie che circolino certe notizie dopo due drammatici fatti come i suicidi degli ultimi giorni".

AGI