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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/07/2015  -  stampato il 02/12/2016


I matti del DUCE: libro sugli internati dal regime fascista nell'OPG di Montelupo Fiorentino

Quattrocentosettantacinque antifascisti furono schedati dal regime e vennero sottoposti a internamento psichiatrico; 122 di loro, una quota impressionante intorno al 25%, morirono tra le mura di un manicomio.

Un piccolo tassello della nostra storia sconosciuto ad una buona parte della popolazione, vicende di cui si conosce poco e sui cui la ricerca di Matteo Petracci vuole far chiarezza.

Storie di uomini che per la loro attività politica o anche solo per un commento fuori luogo espresso al bar si sono trovati internati in strutture psichiatriche con tutte le conseguenze del caso, spesso mortali.

Il libro I MATTI DEL DUCE (ed Donzelli) che è stato presentato il  24 luglio a Montelupo Fiorentino nell’ambito della rassegna “Letti da Rifare” al MMAB, offre l’occasione di riflettere su una modalità spesso utilizzata dal potere per tacitare i propri oppositori.

Attraverso carte di polizia e giudiziarie, testimonianze e relazioni mediche e psichiatriche contenute nelle cartelle cliniche, Matteo Petracci ricostruisce i diversi percorsi che hanno condotto gli antifascisti in manicomio. Alcuni furono ricoverati d’urgenza secondo le procedure previste dalla legge del 1904 sui manicomi e gli alienati; altri vennero internati ai fini dell’osservazione psichiatrica giudiziaria o come misura di sicurezza; altri ancora furono trasferiti in manicomio quando già si trovavano in carcere e al confino. Dall’analisi degli intrecci tra ragioni politiche e ragioni di ordine medico emerge con forza il ruolo giocato dalla sovrapposizione tra scienza e politica nella segregazione di centinaia di donne e di uomini, tutti accomunati dall’essere stati schedati come oppositori del fascismo.

Una pratica, questa, molto diffusa già dai primi anni del Novecento, come si evince dalle storie di due uomini internati proprio a Montelupo Fiorentino: Giovanni Passanante, autore di un attentato fallito alla vita di re Umberto I, condannato a morte e poi internato nell’ospedale psichiatrico giudiziario e l’anarchico Augusto Masetti, dichiarato folle per essersi rifiutato di partire per la guerra in Libia.

La presentazione di questo volume permette di affrontare un tema poco dibattuto e colloca in una prospettiva nazionale vicende che riguardano da vicino la città di Montelupo Fiorentino e l’ospedale psichiatrico giudiziario.

L’autore, Matteo Petracci è dottore di ricerca in Storia, politica e istituzioni dell’area euro-mediterranea nell’età contemporanea presso l’Università di Macerata. Ha pubblicato “Pochissimi inevitabili bastardi. L’opposizione dei maceratesi al fascismo (il lavoro editoriale, 2009)”.

Informazioni: Andrea Bellucci, 0571/917552, biblioteca@comune.montelupo-fiorentino.fi.it.