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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/08/2015  -  stampato il 04/12/2016


Carcere di San Remo con Direttore e Comandante in ferie contemporaneamente: la protesta del Sappe

"Il direttore come può gestire le criticità - chiede Michele Lorenzo - da oltre 150 km di distanza? Con questo non vogliamo dire che il Dott. Frontirrè non abbia diritto alle vacanze, ma non possiamo tollerare che i due istituti possano essere gestiti da così lontano. Ci vuole un direttore presente almeno due giorni la settimana". Almeno due giorni, è si, sarebbe proprio il caso, forse anche un po' pochino se si deve gestire il più grande penitenziario della Liguria - secondo solo a Marassi - con tutte le criticità del caso.

Il virgolettato sopra è una piccola parte del comunicato del Sappe, firmato dal segretario regionale, Michele Lorenzo, attraverso il quale il sindacato di Polizia Penitenziaria denuncia la grave situazione in cui versano gli istituti penitenziari di Imperia e San remo. È il secondo comunicato, nel giro di poche settimane, che speriamo risuoni alle autorità giudiziarie come un campanello di allarme, non volendo ritrovarci, di qui a breve, a raccontare tristemente dell'ennesima, annunciata, tragedia in un carcere italiano.

Solo pochi giorni addietro la Polizia Penitenziaria aveva attirato l'attenzione in particolare sulla casa circondariale di San Remo. Il carcere ligure da mesi ospita un numero elevato di detenuti con gravi problemi psichiatrici. Autolesionismo, violenza e altre criticità sono all'ordine del giorno. Eppure a quanto si apprende dalla denuncia del Sappe, né il personale, tantomeno la struttura sarebbero idonei ad ospitare detenuti che necessitano un'attenzione particolare.

Nella fattispecie, il comunicato fa riferimento, tra l'altro, alla presenza nella Casa circondariale di un detenuto tunisino, con gravi disturbi mentali, la cui gestione starebbe causando un forte disagio, per il detenuto stesso e per gli agenti.

"La Polizia Penitenziaria è davvero sfiancata da comportamenti caparbi e da gesti autolesionistici - si legge nella nota - ad assistere ai continui e costanti tagli su varie parti del corpo. Gli operatori di polizia sono inermi in quanto il soggetto in questione pare pericoloso anche sotto l'aspetto di particolari e critiche affezioni patologiche".

"Non riusciamo a comprendere - prosegue il Sappe - come si possa latitare e fingere che non ci sia un problema. La Casa Circondariale di Sanremo non è idonea a fronteggiare tali servizi di sicurezza". La gestione infatti è a dir poco improvvisata "non vi sono celle adatte che con l'ausilio della tecnologia garantiscano la sicurezza, così come pare esistere in altre sedi. Sanremo appare mille anni luce lontana dalla vera realtà penitenziaria che si continua a vivere al momento, l'istituto in questione per assurdo è la struttura più recente della regione, ma molto obsoleta e trapassata nella concezione lavorativa. Tra tutto questo marasma e la questione sollevata, non riusciamo a concepire come possa accadere che l'istituto resti per giorni sguarnito di Direttore e Comandante di reparto, casualmente assenti per l'ennesima volta entrambi per ferie".

Il Garantista