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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/09/2015  -  stampato il 08/12/2016


Fondi europei inutilizzati per il carcere di Lecce: Sappe scrive in procura per 500mila euro sprecati

Il piatto è ricco: 500mila euro di fondi comunitari (Fesr) disponibili da oltre un anno per l'acquisto di importanti dotazioni sanitarie destinate al carcere Borgo San Nicola di Lecce che l'Asl non ha ancora speso e che potrebbero andare persi qualora non fossero sfruttati entro il 31 ottobre prossimo. La Regione ha fatto sapere che quelle spese vanno, infatti, "pagate e quietanzate inderogabilmente entro il 31 ottobre 2015" per consentire validazioni e controlli del caso da parte dei suoi uffici. Procedure, queste ultime, da definire a loro volta entro il 31 dicembre. Insomma, una vera e propria corsa contro il tempo per evitare quello che sarebbe uno spreco di dimensioni decisamente notevoli.

Si tratta di una questione che il Sappe (Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria) ritiene talmente seria da non avere avuto esitazione alcuna a segnalarla alla Procura di Lecce. Non fosse altro per il fatto che quei denari servono a dotare il penitenziario di apparecchiature che consentirebbero di erogare le cure sanitarie in carcere evitando il trasporto dei detenuti in strutture esterne, come accade tuttora, con tutti i rischi connessi a questo delicato adempimento. Il segretario regionale del Sappe, Federico Pilagatti, in una lettera inviata, tra gli altri, al procuratore Cataldo Motta, al prefetto di Lecce, Claudio Palomba, e al governatore Michele Emiliano, si dice assai preoccupato per le "traduzioni di detenuti, anche pericolosissimi, con un numero inadeguato di poliziotti di scorta". E aggiunge: "Ci sembra inaccettabile che, in presenza di condizioni che potrebbero far diminuire le uscite dal carcere non si agisca con la dovuta rapidità".

Ma la vicenda ha indispettito anche l'amministrazione penitenziaria che attende spiegazioni sul mancato acquisto delle apparecchiature temendo che i fondi possano volatilizzarsi. "Attendiamo chiarimenti dal direttore generale dell'Asl, Giovanni Gorgoni, che in questi giorni ci ha richiesto l'elenco degli acquisti destinati al carcere, già peraltro stilato a suo tempo dal Distretto socio sanitario di Lecce e consegnato all'azienda sanitaria", spiega la direttrice della casa circondariale salentina, Rita Russo. Tale elenco fu inviato all'Area Patrimonio dell'Asl nel settembre del 2014.

Intanto, della questione, su richiesta del Sappe, si è discusso il 25 agosto scorso in un comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato appositamente dal prefetto di Lecce e al quale è stato chiamato a partecipare anche il manager dell'Asl. Al vertice, come spiega la stessa Rita Russo,

"l'Asl si è presentata con un elenco di apparecchiature per un totale di circa 170mila euro che non risulta rispondente a quello elaborato dal distretto socio sanitario. Questo senza dare alcuna spiegazione. Dunque, ci chiediamo perché non si stia sfruttando l'intero finanziamento di 500mila euro". Domande che il Corriere del Mezzogiorno ha girato a Gorgoni, dal quale si attendono ora risposte.

Il 24 agosto scorso, cioè il giorno prima della riunione in prefettura, lo stesso manager aveva peraltro firmato il bando per l'acquisto dei dispositivi destinati al carcere per un una somma complessiva di 171mila euro. Ma ora, direzione carceraria e Sappe chiedono conto del perché ci sia voluto tanto tempo per bandire la gara e vogliono sapere che fine faranno i restanti 329 mila. Sempre che, nel giro di un mese, la Asl riesca a spendere la fetta di finanziamento prevista nel bando e che, quindi, non vada alle ortiche l'intera dotazione finanziaria da mezzo milione.

Corriere del Mezzogiorno