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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/09/2015  -  stampato il 05/12/2016


Ministro Orlando su amnistia: provvedimento inutile, entro fine anno emergenza rientrata

L'amnistia in Italia none necessaria dal punto di vista puramente fisico "perché entro fine anno le carceri non saranno più sovraffollate". Lo dice il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che però non trascura i problemi etici posti recentemente dal Papa.

Parola fine al sovraffollamento nelle carceri alla fine dell'anno. Riforma della giustizia alla volata finale, anche se rimangono gli scogli delle intercettazioni e dell'assetto del Csm, la proposta di attribuire il Nobel per la Pace alla nostra marina militare che ha salvato migliaia di vite nel Mediterraneo. E per il Pd ligure, dopo la sconfitta alle urne e la crisi interna del partito, un consiglio: non cercare di "fare lo sgambetto" alla giunta Toti, ma tentare di imporre una piattaforma alternativa nata sul territorio. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Giustizia e riforma, un anno in trincea.

"Il primo provvedimento è stato del settembre 2014, cui ne sono seguiti molti altri. Non abbiamo fatto una riforma in un unico testo, ogni singolo punto rinviava a singoli provvedimenti che in gran parte sono stati approvati. Molti stanno producendo effetti che vanno al di là delle nostre aspettative, anche quelli che non sono davvero strutturali ma, chiamiamoli così, di pronto soccorso, i dati sul processo civile sono molto positivi".

Nel percorso della riforma è arrivata la richiesta di Papa Francesco di un'amnistia.

"Credo siano i fatti a suggerire le risposte. Tutti i nostri dati, le nostre proiezioni, ci portano a pensare che nei prossimi mesi, entro la fine dell'anno, nella carceri italiane saremo a quota zero sovraffollamento. Potremo arrivare, grazie ai nostri provvedimenti e all'inaugurazione di nuovi istituti, a tanti posti regolari quanti detenuti. Le carceri-inferno potranno essere superate, anche se le parole del Pontefice pongono anche a noi laici un tema più grande, quello del senso della pena e della sua finalità di riabilitazione, della possibilità di offrire ai detenuti un riscatto. Questo obiettivo non si realizza solo con i metri quadri".

Il Secolo XIX