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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/09/2015  -  stampato il 05/12/2016


Salvatore Buzzi minacciato in carcere: in sezione 41-bis per sicurezza

«I pentimenti li facciamo all’aria». Una minaccia tutt’altro che velata rivolta dai detenuti a Salvatore Buzzi, il presunto «braccio imprenditoriale» di Mafia Capitale. La sua collaborazione con l’autorità giudiziaria non è passata inosservata ai suoi «compagni» di prigione. L’ex dominus della coop 29 Giugno sarebbe stato aggredito il 2 luglio scorso nella casa circondariale di Nuoro. Per questo, a distanza di poche ore, ha chiesto «l’isolamento» nella sezione del 41 bis.

«I PENTIMENTI RELIGIOSI»

Buzzi racconta agli agenti della penitenziaria che «per via dei servizi televisivi andati in onda, con riferimento alla notizia del pentimento religioso (la lettera inviata al Papa ndr.), che è stato equivocato in pentimento giudiziario, ho avuto modo di capire che l’ambiente della Sezione, sebbene sia stato tollerante dopo i due interrogatori del 23 e 24 giugno a Cagliari, ora è diventato ostile. Ieri sera, dopo i telegiornali, infatti, i detenuti della Sezione hanno iniziato a gridare nei miei confronti frasi del tipo: “Andiamo a fare i pentimenti religiosi, i pentimenti li facciamo all’aria (nel cortile del carcere, ndr)». «Per queste ragioni – aggiunge l’indagato – oggi non sono andato all’aria e ho deciso di chiedere l’isolamento e il divieto di incontro con tutta la popolazione detenuta. Alcuni detenuti, dei pochi in Sezione di cui ancora mi fido, mi hanno riferito di essere stati avvicinati da altri ristretti che gli hanno detto perché ancora mi frequentano e perché non fossi ancora stato sbattuto fuori dalla cella e dall’intero reparto».

«AL 41BIS PER SICUREZZA»

«Al fine di tutelare la sua incolumità – spiega il comandante della penitenziaria in un’informativa – ho disposto un divieto di incontro con tutta la restante popolazione detenuta (…). Preso atto della situazione, suggerisco come l’allocazione idonea per il detenuto Buzzi non possa che essere la Semisezione già 41bis, attualmente priva di detenuti che, per la sua conformazione strutturale è l’unica opzione in grado di garantire in questa sede la sicurezza del detenuto e dell’istituto stesso».

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