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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/09/2015  -  stampato il 05/12/2016


Incidente stradale in sardegna: Procura apre inchiesta per omicidio colposo

Si sono svolti alle 17,30 a Zerfaliu, vicino a Oristano, i funerali di Augusto Bruno, il responsabile del parco macchine del carcere di Bancali, morto avantieri nell’incredibile incidente - per la dinamica - avvenuto sulla strada a quattro corsie che collega Sassari con Alghero. Una morte assurda, che ha destato profondo cordoglio non solo a Zerfaliu, paese di origine di Augusto Bruno, ma anche a Simaxis dove risiedeva da tempo con la famiglia. Cordoglio espresso anche da tantissimi colleghi e non solo quelli del carcere di Bancali, Augusto Bruno era infatti conosciutissimo all’interno del corpo della Polizia Penitenziaria. Conosciuto e stimato non solo per la professionalità ma soprattutto per la disponibilità con colleghi e conoscenti.

Sconcertati, poi, gli uomini della Polizia Penitenziaria che venerdì sono giunti sul luogo dell’incidente, a pochi chilometri da Bancali, dove Augusto Bruno stava rientrando dopo aver accompagnato alcuni colleghi all’aeroporto di Alghero. Sconcerto e dolore anche per la direttrice del carcere Patrizia Incollu, che si è subito adoperata per far raggiungere i congiunti di Augusto Bruno dagli uomini della penitenziaria, per evitare che la notizia della tragedia potesse arrivare da persone che non appartenevano al Corpo, o peggio da qualche sito internet.

La dinamica. È l’aspetto che stanno analizzando gli esperti della polizia stradale di Sassari che hanno eseguito i rilievi sulla “quattrocorsie” per Alghero. E se non ci sono dubbi sull’ultima parte dell’incidente, resta da stabilire la causa che ha innescato la terribile carambola. Oltre al giovane che si trovava alla guida della Honda Hornet 600, uscito praticamente illeso dallo scontro, la polizia stradale dovrà sentire diversi testimoni, soprattutto la persona che si trovava alla guida della Volkswagen Polo che sarebbe stata urtata o tamponata dalla moto in fase di sorpasso. La “stradale” dovrà infatti appurare se l’autista dell’utilitaria tedesca si sia spostato (anche di poco) sulla corsia di sinistra oppure se il giovane alla guida della moto non sia riuscito a controllare il proprio mezzo. Testimonianze che comunque non saranno sufficienti a far luce sulla dinamica dei fatti, ed è quasi certo che questo aspetto potrà essere chiarito anche con l’aiuto delle perizie.

L’inchiesta. È alle primissime battute, con un fascicolo contro ignoti per il reato di omicidio colposo. Un fascicolo nel quale, al momento, non sarebbe stato iscritto alcun indagato, ma questo sarà un passaggio inevitabile. Soprattutto per consentire alla difesa dell’eventuale, o eventuali indagati di poter nominare un proprio difensore di fiducia, tecnici o periti, che possano prendere parte agli accertamenti che quasi certamente saranno richiesti dalla magistratura.

Resta lo sconcerto per una morte tanto assurda, su un tratto di strada considerato più che sicuro grazie alla presenza della barriera new jersey che dovrebbe evitare proprio quei “salti di corsia” che in passato hanno provocato tante vittime. Mai nessuno, però, avrebbe potuto immaginare che una moto priva di guida (e sembra anche monca della ruota anteriore) potesse prendere il volo e andare a sbattere contro un’auto proveniente

dalla direzione opposta. Una tragica fatalità, come hanno sottolineato alcuni colleghi di Augusto Bruno, mentre osservavano quasi increduli quella Fiat Bravo scoperchiata dai vigili del fuoco nell’estremo tentativo di prestare soccorso a quell’uomo incastrato fra le lamiere contorte.

 

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