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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/09/2015  -  stampato il 10/12/2016


Eroina nascosta tra i biscotti e altri telefoni cellulari nel carcere di Padova: ennesimo sequestro della Polizia Penitenziaria

Lo stupefacente in un pacco di biscotti. Controlli nelle celle: spuntano cinque cellulari. La droga era nascosta in alcuni piccoli involucri di plastica ben celata dentro un pacco di biscotti destinati a un detenuto. Due giorni fa la Polizia Penitenziaria in servizio alla casa circondariale di Padova ha sequestrato 125 grammi di eroina intercettata dal metal detector cui vengono sottoposti tutti i pacchi in entrata destinati ai carcerati, n fatto è stato riportato in una dettagliata informativa consegnata in procura, e ora sono in corso indagini per capire da dove arrivasse la droga, e soprattutto il ruolo del detenuto, coinvolto con ogni probabilità in un giro di spaccio interno al carcere. Una volta trovata la droga gli agenti di Polizia Penitenziaria hanno dato subito l'avvio a una perquisizione nelle celle e sono stati trovati cinque cellulari illegalmente detenuti.

Si tratta dell'ennesimo sequestro di questo tipo, che dimostra come i continui controlli messi in campo dalla polizia del carcere non siano in grado di fermare l'ondata di criminalità che continua anche dentro le celle. Lo scorso giugno infatti sempre la Polizia Penitenziaria aveva trovato alcuni uncini in ferro realizzati dai detenuti che stavano progettando una possibile evasione, oltre a un giro di sim-card per i telefonini che erano state nascoste dentro alcuni materassi nelle celle. Anche in quell'occasione la procura di Padova venne informata immediatamente dei fatti.

Ora il ritrovamento dell'eroina destinata a un detenuto lascia credere che i traffici all'interno della casa di reclusione siano continuati durante questi mesi, nonostante la retata avvenuta l'anno scorso al quarto piano dei Due Palazzi. Fu un caso eclatante, che vide coinvolte alcune "mele marce" all'interno della struttura carceraria, si trattava di poliziotti infedeli che vennero rimossi immediatamente e che nulla avevano a che fare con tanti altri agenti che svolgono puntualmente e con responsabilità il proprio dovere. A distanza di un anno il problema della droga si ripresenta, segno che i controlli non bastano.

"Questa è la dimostrazione che le forze in campo per combattere i traffici illeciti dentro il carcere Due Palazzi non sono adeguate - spiega Giovanni Vo-na del Sappe - ribadiamo che siamo in pochi e che nessuno sembra ascoltare le nostre esigenze, siamo pronti a far partire una vertenza nei prossimi mesi, la situazione è ingestibile ormai da tempo". Ora spetta alla procura indirizzare le indagini sulla droga sequestrata, e a scoprire da chi è stata mandata e, soprattutto, se qualche altro pacco è riuscito a superare i controlli.

Corriere del Veneto