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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/09/2015  -  stampato il 04/12/2016


Poliziotti penitenziari salvano da "linciaggio" uomo piantonato per aver investito e ucciso altri due ragazzi in motorino

Un dolore immenso. Tanta rabbia. Incontenibile. E così, ieri mattina, alcuni parenti di Giorgio Sabato e di Alex Giuseppe Furio si sono presentati nel reparto di Neurochirurgia del Vito Fazzi per guardare in faccia Jacopo Lorusso, il 33enne che, l’altra notte, alla guida di una Seat Ibiza ha travolto ed ucciso i due sedicenni in scooter. Il giovane è piantonato in ospedale: è risultato positivo all’alcol e alla droga.

I parenti sono stati fermati dagli agenti di Polizia Penitenziaria incaricati di sorvegliare il detenuto. Il blitz è avvenuto alle 10. I medici erano impegnati nel giro-visita. E l’accesso nel reparto non è consentito.

Certo è che, all’improvviso, due donne ed un uomo con passo deciso e visibilmente agitati sono comparsi nel corridoio del reparto e si sono diretti verso l’ultima stanza, quella con il detenuto. giunti in prossimità della porta di accesso hanno incominciato ad urlare la propria rabbia e il proprio livore contro il giovane. sono stati momenti di grande concitazione. E quatto agenti della Polizia Penitenziaria sono intervenuti per impedire l’aggressione fisica.

Poco dopo è tornata la calma: gli autori del blitz sono stati allontanati e i medici hanno ultimato la visita dei pazienti. L’episodio ha avuto una conseguenza immediata: accelerare il trasferimento del detenuto da Neurochirurgia al reparto del Fazzi riservato ai reclusi. Un trasferimento quasi blindato. Una dozzina di agenti di Polizia Penitenziaria hanno scortato Jacopo Lorusso. Seduto su una sedia a rotelle, il giovane è stato accompagnato nella sezione dei reclusi al seminterrato del Vito Fazzi. E anche stavolta gli agenti hanno dovuto contenere la rabbia dei parenti dei due sedicenni.

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