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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/09/2015  -  stampato il 04/12/2016


Condannato Assistente Capo di Cosenza: ha consegnato tre telefonini e sim card ai detenuti del carcere

Due condanne e sette assoluzioni. E' questo il verdetto del Tribunale di Cosenza che, questa mattina, ha pronunciato la sentenza nel processo su presunti scambi di denaro tra un agente della Polizia Penitenziaria e detenuti del carcere di Cosenza. Il collegio, presieduto dal giudice Enrico Di Dedda, ha condannato l'agente della Penitenziaria Salvatore Gabriele a due anni di carcere ed Erminio Mendico a tre anni. Ha assolto, invece, Fabio Bruni (fratello del presunto boss Luca Bruni), Vincenzo Ciriello, Luigi Cozza, Antonio Albanese, Giovanni Giannone, Dimitri Bruno, Massimo Imbrogno.

Parte offesa e' il ministero della Giustizia. Gabriele, nella sua qualità di assistente capo della Polizia Penitenziaria, in forza alla casa circondariale 'Sergio Cosmai' di Cosenza - secondo l'accusa rappresentata dal pm Antonio Bruno Tridico - avrebbe accettato la promessa di denaro che gli sarebbe stata fatta dai detenuti Erminio Mendico, Fabio Bruni e Vincenzo Ciriello, tutti ristretti nello stesso carcere, allo scopo di compiere – e' scritto nel provvedimento del gip in fase di indagini preliminari – un atto contrario ai suoi doveri d'ufficio, consegnando loro, in violazione delle prescrizioni di legge, tre telefoni cellulari e altrettante sim card di sua proprieta' o in suo uso personale in modo da consentire agli stessi detenuti di effettuare colloqui non autorizzati. I fatti sarebbero stati commessi a Cosenza dal settembre 2010 fino a ottobre 2010.

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