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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/09/2015  -  stampato il 02/12/2016


Poliziotti Penitenziari trovano droga in una cella di Cassino e vengono aggrediti dai detenuti

"Cosa si aspetta ad assumere adeguati provvedimenti per garantire la sicurezza e la stessa incolumità fisica degli Agenti di Polizia Penitenziaria che lavorano in carcere a Cassino e nell’intero Lazio?" è quello che si chiede il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), dopo che due poliziotti, in servizio nel carcere di Cassino, sono stati aggrediti per aver trovato droga in una cella. 

A poco serve un calo parziale dei detenuti, da un anno all'altro, se non si promuovono riforme strutturali nel sistema penitenziario e dell’esecuzione della pena nazionale, come ad esempio l’espulsione dei detenuti stranieri.
Donato Capece, segretario generale del SAPPE, oltre a esprimere ai poliziotti "solidarietà e vicinanza", evidenzia come sia questo episodio sia "sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell'esecuzione della pena, in Italia, sono costanti", e rinnova al Ministro della Giustizia Orlando e ai vertici dell’Amministrazione centrale e regionale l'invito a "adottare efficaci strumenti di tutela per i poliziotti penitenziari, che a Cassino e nel Lazio sono davvero stanchi e stufi di subire la violenza di certi detenuti.

Siamo alla follia. Calci e pugni ai poliziotti da parte di una delinquente. Ma ci rendiamo conto? Altro che vigilanza dinamica e detenuti fuori dalle celle a non far nulla. Questi inaccettabili atti di violenza andrebbero puniti con estrema severità: non sono più tollerabili! Cosa si aspetta ad assumere adeguati provvedimenti per garantire la sicurezza e la stessa incolumità fisica degli Agenti di Polizia Penitenziaria che lavorano in carcere a Cassino e nell’intero Lazio?". Ci si augura che l'appello non rimanga inascoltato!

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