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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/09/2015  -  stampato il 07/12/2016


Corsi di formazione falsi: imputati per truffa due Poliziotti penitenziari della scuola di Via di Brava

Il prestigio della divisa indossata sommato alla credibilità del ruolo. Ingredienti che sarebbero stati utilizzati, secondo la procura, da due poliziotti-istruttori della penitenziaria, D. M. e C. P. - ora sotto processo con l’accusa di truffa - che nel 2012, hanno convinto 40 aspiranti allievi della scuola di formazione dell’amministrazione penitenziaria «Giovanni Falcone» di un ingresso privilegiato nel corpo al termine del 164° corso se avessero partecipato alle loro lezioni pagando 200 euro.

A garanzia della serietà dell’investimento – com’è scritto nel capo d’imputazione - le qualifiche ricoperte dagli imputati, entrambi istruttori in servizio presso la scuola di formazione e aggiornamento «Giovanni Falcone». Amara la sorpresa, quando, al termine delle lezioni «extra moenia» seguite dai 40 aspiranti Poliziotti, l’unico titolo consegnato ai partecipanti - secondo l’accusa rappresentata in aula dal pm Louella Santini - è stata una quietanza rilasciata dall’associazione dilettantistica S.D.A Defence Accademy of Foggia. Pezzo di carta impossibile da spendere come attestato di merito per un ingresso nella Penitenziaria. Una delusione cocente che ha spinto gli allievi a denunciare i due poliziotti.

È l’inizio del 2012 quando il ministero della Giustizia organizza il 164° corso di formazione per allievi agenti di Polizia Penitenziaria. Tra gli istruttori figurano anche P. e M. che prestano servizio presso l’Istituto nazionale sperimentazione perfezionamento tiro.

I due avvicinano alcuni allievi con lo scopo di pubblicizzare le loro lezioni e per persuaderli lasciano intendere che la partecipazione sarebbe stata valutata positivamente dai superiori. Gli aspiranti agenti cadono nel raggiro e pagano la cifra richiesta, seguono tutti i corsi che i due istruttori organizzano all’hotel Ergife ma quando si avvicina il momento di ottenere il risultato sperato, gli alunni capiscono che qualcosa non torna.

Ora nella prossima udienza del processo, il 15 gennaio, toccherà ai due imputati difendersi davanti al giudice.

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