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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/09/2015  -  stampato il 10/12/2016


Catturati i due detenuti evasi da Expo: lavoravano come manutentori e non erano rientrati al carcere di Opera

Erano spariti da una settimana, dopo avere ottenuto un lavoro come manutentori all'interno di Expo. Samuel Ferrera, 26 anni di Cantù e Vito Lanzillotti, 42 anni di Taranto, non avevano più fatto rientro alla sera nel carcere di Opera, dove erano detenuti.

Entrambi avevano ottenuto la misura alternativa del lavoro esterno: Ferrario da inizio settembre, mentre Lanzillotti da luglio. Facevano parte di un gruppo di detenuti che, per caratteristiche comportamentali positive e per periodo di pena già scontata, avevano ottenuto il diritto a svolgere un lavoro al di fuori del carcere, con uscita mattutina, rientro serale e un percorso fisso dal quale non potevano sgarrare.

Un privilegio concesso a pochi, per il quale ci sono richieste ben superiori alle possibilità di impiego esterno. Ma martedì della scorsa settimana, a Opera non li hanno più rivisti. Sono stati ritrovati ieri, al termine delle indagini condotte dalla Polizia Penitenziaria della casa di reclusione milanese, che ha organizzato una sorte di task force per arrivare a individuare il loro nascondiglio. Per localizzarli, gli agenti sono riusciti a risalire a un telefono che i due avevano ottenuto in uso, le cui mappature negli ultimi giorni si erano concentrate nella zona di Lomazzo.

A quel punto le pattuglie hanno iniziato una serie di appostamenti, sia in auto che a piedi, per cercare di localizzare i due detenuti, che si riteneva fossero ancora in zona. Un servizio nel quale sono stati coinvolti polizia e carabinieri, riuscendo a ritrovare i due uomini di cui conoscevano bene i volti. Per primo è stato notato Lanzillotti, fermato mentre stava per salire su un treno diretto a Milano: con lui c'era anche un secondo uomo che tuttavia, più veloce a rendersi conto della presenza delle forze di polizia, è scappato a piedi.

Si trattava di un parente del secondo evaso, che tuttavia è stato rintracciato e identificato poco più tardi, nella sua abitazione di Lomazzo, dove c'era anche Samuel Ferrera. Mentre i due ricercati venivano arrestati e portati in carcere al Bassone, in attesa della decisione del magistrato di turno della Procura di Como, Massimo Astori, il parente di Ferrera è stato denunciato a piede libero, per violazione di una misura di sicurezza a cui era sottoposto, che prevedeva il divieto di dimora a Lomazzo, dove invece è stato trovato. Ora sono in attesa dell'interrogatorio di convalida dell'arresto, in seguito al quale gli atti saranno trasmessi alla Procura di Milano, competente per territorio in quanto l'evasione è materialmente avvenuta a Opera.