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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/10/2015  -  stampato il 06/12/2016


Mattia Battilomo: il collega deceduto oggi in un incidente stradale

Un incidente stradale. Tre morti. Due comunità distrutte. Il bilancio dell'ultimo schianto sulla ex statale 460 è davvero tragico. Da inizio anno sono una decina le persone che hanno perso la vita sulla provinciale che porta a Ceresole Reale. Una vera e propria mattanza. C'è una famiglia distrutta, a Feletto, dove tutto il paese piange la scomparsa di Mattia Battilomo, 29 anni, papà da appena nove mesi di uno splendido bambino. I suoceri gestiscono un bar proprio sulla piazza di Feletto. Oggi, ovviamente, chiuso per lutto. La giovane moglie non riesce a darsi pace, così come il resto della famiglia e i colleghi.
 
Agente della Polizia Penitenziaria, Mattia era stato da poco trasferito in Canavese. Aveva lavorato a Milano, poi la paternità e la scelta di avvicinarsi a casa. Un sogno. Da qualche mese aveva preso servizio al carcere torinese delle Vallette. Meno di un'ora da casa. Un sogno che si è infranto, poche ore fa, su quella maledetta strada. In auto con lui, diretti al carcere per prendere servizio alle sette, c'era un collega, Arcangelo R., originario della provincia di Caserta, che aveva dormito con Mattia a Feletto. E' grave ma se la caverà.
 
La loro Grande Punto si è schiantata contro una Fiat Punto che procedeva verso Rivarolo Canavese. L'orologio si è fermato poco dopo le 6.15. A bordo dell'altro mezzo c'erano due 25enni peruviani, un ragazzo e una ragazza. Fidanzati. L'auto ha preso fuoco e loro sono morti carbonizzati. Il conducente ha perso il controllo dell'auto forse per un malore o un colpo di sonno. La Punto, come una scheggia impazzita, è finita più volte nell'altra corsia. Fino a quando ha centrato l'auto dei due agenti. In un amen le lamiere hanno preso fuoco. Non hanno avuto scampo. Abitavano a Rivarossa, probabilmente stavano tornando a casa.  
 
La polizia stradale di Chivasso (che si occupa delle indagini sulla dinamica del sinistro) non ha ancora confermato le loro identità perchè, purtroppo, i cadaveri sono stati devastati dalle fiamme. Serviranno ancora degli accertamenti per avere la certezza dei nomi e dei cognomi. Ma, ovvio, a Rivarossa, un altro piccolo Comune del Canavese, tutti sanno chi erano. E tutti si chiedono il perchè di una tragedia così grande.

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