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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/10/2015  -  stampato il 10/12/2016


Tenta di consegnare eroina e hashish al compagno durante un colloquio nel carcere di Gazzi: denunciata dalla Polizia Penitenziaria

Si era presentata nel carcere di Gazzi, ieri pomeriggio, con la scusa di un colloquio con il convivente detenuto. In realtà, ben nascosti nel gilet, nascondeva alcuni grammi di eroina e di hashish, abilmente celati con carta stagnola. E’ stata denunciata la donna messinese che ieri ha tentato di introddurre droga all’interno della Casa Circondariale di Messina. Ad accorgersene sono stati gli agenti della Polizia Penitenziaria della sala colloqui del carcere. Tutta la sostanza è stata sequestrata, e grande soddisfazione è stata espressa dal segretario generale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria).

“Questo ennesimo rinvenimento di stupefacente destinato a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo dall’alto livello di professionalità e attenzione dei Baschi Azzurri di Messina, a cui vanno le nostre attestazioni di stima e apprezzamento – ha scritto in una nota il segretario Donato Capece - evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente sostanze stupefacenti in carcere.

Ogni giorno la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. L’hashish, la cocaina, l’eroina, la marijuana e il subutex - una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il SERT per chi è in trattamento – sono quelle che più diffuse e sequestrate dai Baschi Azzurri.

Ovvio che l’azione di contrasto, diffusione e consumo di droga in carcere vede l’impegno prezioso della Polizia Penitenziaria, che per questo si avvale anche delle proprie Unità Cinofile. Questo fa comprendere come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte della Polizia Penitenziaria diviene fondamentale. Questo deve convincere sempre più sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attività finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere, proprio in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti”. 

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