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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/10/2015  -  stampato il 03/12/2016


Emergenza incendi nelle carceri: dal DAP arriva Piscitello, ma parla con i detenuti e non con i Poliziotti

Incendi nelle celle, arriva il magistrato capo della direzione "detenuti e trattamento". Interrogazione della Bonfrisco. È arrivato ieri pomeriggio. Ma chi - sindacati della Polizia Penitenziaria in testa - sperava si trattasse di un ispettore inviato dal ministero della Giustizia per verificare la situazione del carcere di Montorio a partire dalla gestione del direttore, è rimasto alquanto deluso. Perché quel dirigente che ha varcato i cancelli della casa circondariale poco prima delle 16, è un componente della direzione "detenuti e trattamento" del Dap, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

Un ufficio che si occupa della situazione dei carcerati e che interviene anche quando si creano situazioni "difficili". Quattro incendi di celle in sei mesi, di cui tre nell'arco di 48 ore. E ieri a Verona è arrivato da Roma il direttore generale di quella struttura, il magistrato Roberto Piscitello. Si occupa dell'assegnazione e del trasferimento dei detenuti, la direzione "detenuti e trattamento". E il fatto che oltre le sbarre della casa circondariale ne sia arrivato il direttore è un segnale preciso che manda il ministero di Giustizia. Ha ascoltato i detenuti, il dottor Piscitello. E non ha incontrato quei sindacati che erano davanti ai cancelli, pronti per essere ascoltati. Quelli che ieri, dopo l'ennesima incendio, invocavano un'ispezione. Erano già venuti l'anno scorso, gli uomini del dipartimento.

E difficilmente tornano nello stesso carcere nel giro di poco tempo, Erano nelle loro celle anche Jil Jesus Maria Paredes e Janku Bahic quando Piscitello è arrivato a Montorio. Appena tornati dal tribunale dove si sono presentati per una direttissima, con l'accusa di incendio. Sono i due detenuti che l'altro giorno hanno dato fuoco alla cella numero 28, sezione 2 piano secondo del carcere. Ci hanno bruciato materassi, sgabelli, scrivania, armadietto. Tutto quello che poteva bruciare. E lo hanno fatto dopo una rissa tra due detenuti.

Sono finiti in ospedale in 12, gli agenti della Polizia Penitenziaria. Tre in barella a Borgo Roma" altri 9 in borgo Trento sulle auto di servizio. Paredes e Bahic hanno chiesto i termini a difesa e sono tornati giustappunto a Montorio, in attesa del processo fissato per il 17 dicembre. Ma non è detto che restino fino ad allora nel carcere veronese. Perché una delle tante richieste dei sindacati della Polizia Penitenziaria potrebbe essere accolta.

Quella di trasferire quei detenuti "facinorosi" che erano già nella sezione dedicata ai carcerati sottoposti a sanzioni disciplinari. Intanto lo stato d'agitazione continua e le organizzazioni che rappresentano gli agenti e che hanno chiesto un incontro al prefetto, si presenteranno con due tavoli separati. A uno al Uil pubblica amministrazione. All'altro Cgil, Cisl e autonomi.

Ma la "vertenza" sulla situazione a Montorio continua anche a livello politico, mentre il direttore Maria Grazia Bregoli continua a rimanere sul suo Aventino fatto di silenzi. "Quando si mette in gioco l'incolumità degli agenti e di altri detenuti come è accaduto mercoledì siamo al limite. I facinorosi vadano trattati come il codice impone, anche con i trasferimenti in carceri di massima sicurezza", commenta il deputato Pd D'Arienzo. Intanto la senatrice Cinzia Bonfrisco, capogruppo dì Conservatori e Riformisti, ieri ha presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia Andrea Orlando chiedendo di verificare se "siano state tempestivamente adottate le necessarie e previste misure di sorveglianza; se intenda assumere e, in caso contrario per quali motivi, ogni opportuna iniziativa volta al potenziamento dell'organico degli agenti di Polizia Penitenziaria assegnati presso il carcere di Verona, rendendo al contempo, per quanto possibile, più accettabili le condizioni di lavoro degli agenti di polizia e la vita intramuraria delle persone ristrette". L'ennesima giornata di tensione, quella di ieri, dentro e per Montorio.

Corriere del Veneto