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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/10/2015  -  stampato il 11/12/2016


Detenuti manomettono tv del carcere per vedere canali vietati: aggressioni tra detenuti per vendetta

Due aggressioni nello spazio di poco tempo. Sembra salire la tensione all'interno del carcere cittadino. Alcuni giorni fa un detenuto di nazionalità marocchina è stato aggredito mentre si trovava nel locale docce del primo piano, da altri tre detenuti, poi scoperti essere due albanesi e uno italiano: i tre hanno approfittato del momento in cui era in corso l’accesso ai cortili passeggi per entrare nel locale docce e consumare l’aggressione, per poi mischiarsi nella massa degli altri detenuti. Il soggetto aggredito è stato trasportato in ospedale per le cure del caso se la caverà in sette giorni avendo riportato una ferita all’occhio curato con 4 punti di sutura. Subito scattata l’indagine per identificare i soggetti; ancora sconosciuti i motivi.

Fiamma in carcere

Rientrato dall’ospedale il marocchino, ha dato fuoco alla propria cella che nel frattempo era diventata una del terzo piano, provvedimento adottato per evitare che potesse incontrarsi proprio con i suoi aggressori. Il motivo dell’incendio sembra essere per protestare di questo suo spostamento; il detenuto voleva avere l’opportunità di consumare la sua vendetta personale, a quanto pare: a salvarlo dalle fiamme, è stato solo l’immediato intervento degli agenti in servizio che hanno dovuto evacuare l’intero reparto prima di domare le fiamme.

Ancora violenza

Nel pomeriggio dello stesso giorno al terzo piano, mentre i detenuti trascorrevano la serata nei corridoi consentiti, un detenuto approfittava per entrare in una stanza ed aggredire un altro detenuto, marocchino; lo stesso ha avuto le cure del medico del carcere: se la caverà in pochi giorni. Immediata è scattata anche in questo caso la ricostruzione da parte degli agenti in servizio che porterà conseguenze almeno disciplinari dell'aggressore, che gli costeranno 75 giorni di liberazione anticipata.

Indagini e responsabilità penali

Non si conoscono ancora i veri motivi delle due aggressioni, ma non è da escludere che siano legate alla scoperta fatta proprio nella mattinata dagli esperti informatici della Polizia Penitenziaria, questi avevano accertato che erano state manomesse le tv riuscendo a consentire la visione di emittenti televisive vietate ai detenuti. Alcune emittenti non possono essere visualizzate perché hanno servizi di messaggi che scorrono e che più volte sono stati usati per mandare comunicazioni ai detenuti. Tutti i detenuti coinvolti nelle aggressioni ne dovranno rispondere penalmente.

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