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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/10/2015  -  stampato il 11/12/2016


El Chapo sfgge alla cattura ma viene ferito al volto e gamba: un video dimostra il coinvolgimento dei poliziotti durante la sua evasione

E' rimasto ferito a una gamba e al volto nel corso di un'operazione di polizia per catturarlo. Resta sempre più la "primula rossa" dei narcotrafficanti messicani il leader di uno dei più potenti cartelli, quello di Sinaloa. Joaquin "El Chapo" Guzman è riuscito nuovamente a fuggire dalla polizia che ha effettuato nei giorni scorsi un blitz per ricatturarlo.

"El Chapo", nell'imbarazzo generale del governo messicano, era riuscito a fuggire l'11 luglio scorso, a bordo di una moto in un tunnel lungo 1,5 km sotto terra, dal carcere di massima sicurezza dove era stato rinchiuso dopo la cattura a febbraio. Nelll'ultimo blitz il governo riferisce che Guzamn è rimasto ferito ma - temendo forse di scatenare rappresaglie contro gli agenti - lo stesso governo ha tenuto a sottolineare come fosse "importante specificare che le ferite riportate da Guziman non sono state il risultato di uno scontro diretto" con la polizia.

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Colpi di martello. E gli agenti di sorveglianza che fanno finta di non vedere anche se all’interno della sala di controllo ci sono diversi monitor. Il nuovo video diffuso dalla Tv messicana Televisa parla chiaro: la fuga di El Chapo Guzman è stata possibile grazie all’aiuto di complici interni al penitenziario.

Lo scorso luglio il boss del narcotraffico messicano era scappato dalla cella in cui era rinchiuso. I video pubblicati finora, senza audio, mostravano solo le immagini precedenti e successive alla fuga dalla doccia dove era stato scavato un tunnel.

Le autorità hanno mentito e nascosto informazioni. Questo dimostra che tutte le indagini condotte fino ad ora sono state solo una finzione. Tutti coloro che erano al lavoro quel giorno, ufficiali della prigione compresi, hanno collaborato e sono responsabili della fuga”, denuncia un senatore del Partito della Rivoluzione Democratica.

Dopo l’evasione le autorità avevano arrestato 30 tra poliziotti e funzionari in servizio nel carcere di massima sicurezza compreso un uomo accusato di aver trasferito il capo del cartello dalla zona di Altiplano ad un luogo sicuro.

La decisione del presidente messicano, Enrique Peña Nieto, di processare Guzman in Messico invece di estradarlo immediatamente negli Stati Uniti è stata molto criticata. Il boss del cartello era già fuggito da un carcere di massima sicurezza nel 2001. La sua latitanza durò fino al febbraio del 2014. Ora da tre mesi è di nuovo ricercato.

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