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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/10/2015  -  stampato il 04/12/2016


Parla il Direttore del carcere di Torino: ecco perché ho revocato l'ingresso alla educatrice

Il direttore della Casa circondariale di Torino ha deciso la revoca dell'accesso per Angela Giordano: "Mai metterei bavagli ma qui ogni giorno entrano 300 esterni: non possiamo permetterci condotte ambigue". Non sono un illiberale e non mi va di passare per tale. Questo è un carcere, ma non mettiamo nessun bavaglio alla libertà di opinione, abbiamo anche un giornale fatto dai detenuti dove possono scrivere quel che vogliono".

Domenico Minervini, direttore della Casa circondariale di Torino, che ha deciso la revoca dell'accesso per Angela Giordano è molto irritato per il clamore che ha suscitato la sua scelta: "La scelta è stata fatta su circostanze precise. La vicinanza ai movimenti antagonisti è un problema per un operatore che lavora qui".

I No Tav non possono lavorare nel carcere che dirige?

"È un po' irritante questo vittimismo. Qui ci sono colleghi valsusini non sono d'accordo con la Tav e non c'è alcun problema. Ma mostrare una vicinanza come quella dell'educatrice è sbagliato per chi lavora qui. Baciare e abbracciare persone che partecipano a uno dei presidi dai quali in passato sono state lanciate bombe contro il carcere crea problemi".

Anche condividere le opinioni politiche di alcuni reclusi?

"La vicinanza a detenuti è diversa dal rapporto professionale quotidiano. Chi entra qui può portare informazioni, o oggetti non consentiti, a qualche detenuto e una vicinanza come quella che la signora ha manifestato fa venire dubbi. Ho saputo dell'ammonizione per la maglietta No Tav dai suoi superiori quando ho revocato il permesso. Se tiene così tanto al suo lavoro non capisco perché non abbia mutato il suo comportamento quando è stata avvertita".

Pensate che possa essersi messa in contatto con detenuti diversi da quelli che conosceva professionalmente, come i No Tav arrestati?

"No, ma tenere determinate condotte incrina il rapporto di fiducia, necessario in un carcere come questo dove entrano più di 300 esterni al giorno. Negli anni scorsi ci sono stati problemi sull'introduzione di cellulari e stupefacenti. Di solito li lanciano in involucri, ad aprile abbiamo arrestato molte persone per questo, abbiamo trovato 22 telefonini. Sono pagato per garantire la sicurezza e l'ordine qui dentro, e questo faccio".

C'è la possibilità che lei incontri la signora e riveda il provvedimento?

"Non ho alcun problema a parlare con la signora, ma sia chiaro che ho rispettato la procedura prevista. Per i volontari c'è un protocollo che prevede una contestazione e la conciliazione con possibilità di reingresso, ma in un caso come questo avevo la facoltà di disporre la revoca e l'ho esercitata perché sono pagato per garantire la sicurezza del carcere".

La Repubblica

Educatrice simpatizzante dei no tav "licenziata" dal DAP per motivi di sicurezza