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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/10/2015  -  stampato il 05/12/2016


Scontro tra sindacati e la direttrice Bregoli: nuova ispezione del DAP e stavolta parlano anche con gli Agenti

Sono arrivati, d'improvviso, ieri pomeriggio. Per la seconda volta in un anno -cosa assolutamente anomala - al carcere di Montorio si sono presentati gli ispettori del Dap, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Il loro intervento era stato "sollecitato" con una serie di esposti dai sindacati della Polizia Penitenziaria che ieri hanno avuto con loro un colloquio di oltre tre ore. Martedì, intanto, un altro agente è stato aggredito. E sabato ci sarà un presidio.

Quando si dice la "corrispondenza". Sia quella epistolare che quella d'intenti. Sono giorni a dir poco intensi, dal punto di vista della "corrispondenza", quelle di ieri e dell'altro ieri al carcere di Montorio. Con una missiva spedita telematicamente martedì dai sindacati della Polizia Penitenziaria Sappe, Osapp, Uspp, Fns Cisl e Cgil funzione pubblica alla volta del provveditore regionale, del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, alla direttrice del carcere, al prefetto Mulas e al sindaco Tosi in cui si proclama per l'ennesima volta nel giro dì due anni lo stato d'agitazione con tanto di presidio fuori dal carcere sabato.

E con un "riscontro" assolutamente immediato, visto l'arrivo - ieri pomeriggio - di sette ispettori del Dap alla casa circondariale. Quelli che nelle carceri non arrivano mai a caso. E che a Verona si sono presentati per la seconda volta in un anno. Con l'altra visita, quella del 15 ottobre, del direttore della sezione "detenuti e trattamento" sempre del Dap. Atti concreti per un "malessere" che ormai neanche l'amministrazione penitenziaria può ignorare. Sono arrivati sull'onda dei continui esposti sindacali contro la direzione, quegli ispettori.

Sulla scia di una guerra intestina che ormai si gioca su due fronti assolutamente schierati: quello della direttrice Maria Grazia Bregoli e quello dei sindacati. Alcuni di loro hanno parlato per oltre tre ore con i rappresentanti dei lavoratori. E hanno preso nota di quella "mancanza di sicurezza" che da tempo all'interno di Montorio vanno lamentando.

Celle date a fuoco dai detenuti, con tanto dì interrogazioni parlamentari, interventi di deputati e sindaco, aggressioni denunciate in continuazione dagli agenti, cancellazione di eventi come la "Verona Marathon" perché a detta degli stessi organizzatori in carcere hanno trovato "chiusura e mancanza di dialogo". Fino agli ultimi episodi, in termini temporali, denunciati nella lettera dei sindacati: un detenuto scarcerato martedì per fine pena nonostante due giorni prima avesse minacciato e insultato una poliziotta. E l'aggressione di un carcerato che con un coltello artigianale, di quelli che vengono ricavati limando gli spazzolini e affilando dei pezzi di ferro e che aveva nascosto nelle mutande, ha tentato di colpire prima al fianco e poi al collo un agente.

"Più volte - hanno scritto le organizzazioni sindacali - abbiamo lamentato l'incapacità di questa dirigenza nella gestione della popolazione detenuti, ha mancata o ritardata applicazione delle procedure disciplinari in diversi casi ha contribuito a diffondere la convinzione di una possibile impunibilità". La Bregoli rimane abbarbicata nel suo silenzio. E sabato, giorno in cui a Montorio si sarebbe dovuta correre la maratona, ci sarà un'altra manifestazione. Questa volta fuori dal carcere. Quella del personale della Polizia Penitenziaria con tanto di famiglie a seguito. L'ennesima battaglia dì una guerra che al momento non conosce vincitori.

Corriere Veneto

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