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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/10/2015  -  stampato il 04/12/2016


Ministro Orlando: eventuale utilizzo della Polizia Penitenziaria nei controlli esterni non sostituirą gli assistenti sociali

Abbiamo costruito l'impalcatura, ora va implementata con interventi normativi". Avendo la cortezza di "procedere un passo alla volta". Cosi' il ministro della Giustizia Andrea Orlando parlando delle novita' in materia di giustizia minorile, con la nascita di un nuovo Dipartimento. Orlando oggi pomeriggio ha incontrato il capo del Dipartimento in questione, Francesco Cascini, e i direttori degli istituti penitenziari minorili.

Per il ministro della Giustizia "e' importante che nella fase di avvio, ma anche piu' in generale, questo percorso non venga mai avvertito come qualcosa che riduca la sicurezza". Il ministro ha anche sottolineato che l'eventuale ricorso alla Polizia Penitenziaria per l'esecuzione penale esterna delle sentenze non sara' qualcosa in sostituzione della figura dell'assistente sociale, problema che e' stato sollevato in alcuni degli interventi durante la riunione.

Orlando ha anche fatto rilevare che la Polizia Penitenziaria di oggi, per formazione, eta' dei suoi appartenenti ed altri elementi, e' sicuramente diversa da quella di trent'anni fa e a cui si puo' essere rimasti ancorati. Il guardasigilli ha anche detto che nel minorile ci sono altri strumenti che producono risultati diversi da quelli che si registrano per quanto riguarda i detenuti maggiorenni, e lo dicono le statistiche. Strumenti "non da interpretare come minor rigore, ma come applicazione di quanto e' scritto nel dettato costituzionale". Il ministro ha sottolineato inoltre l'esigenza di affiancare all'accertamento del fatto l'acquisizione da parte del giudice di tutta una serie di elementi da adeguare poi alla definizione della pena.

"Compito difficile che puo' far leva su esperienze gia' fatte", il numero di minori detenuti e' cinque volte inferiore a quelli invece in altri tipi di carceri e proprio questo "spiega la ragion d'essere del Dipartimento" appena nato. Il ministro ha parlato anche di "abbandono della logica della detenzione", ricordando inoltre ai direttori degli istituti penitenziari minorili che essi rappresentano "lo snodo fondamentale" e comunque "nessuno pensi che la nascita di questo Dipartimento porti ad una fusione dei due mondi, non e' questa la logica ragionieristica. Sono due cose diverse che pero' credo possano respirare lo stesso ossigeno".

Il guardasigilli ha quindi detto che un'unica direzione generale per la formazione dei dirigenti che si occupano di esecuzione del penale diventa la strada da percorrere, come luogo di "elaborazione, scambio e che favorira' il dialogo tra i due Dipartimenti (quello per la giustizia minorile e quello dell'amministrazione penitenziaria ndr.). Orlando ha insistito piu' volte sul fatto che il Dipartimento per la giustizia minorile e' come una sorta di "laboratorio", proprio ai fini di una giustizia migliore. 

"Sperimentare si puo' anche se possono determinarsi incomprensioni o cortocircuiti, sperimentare e' risorsa fondamentale che non risponde solo al minorile ma anche all'esecuzione esterna e poi all'intero  Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Sul fronte della giurisdizione dobbiamo operare per costruire un sistema a maggiore specializzazione, che raccolga l'esperienza del minorile e la trasferisca" ad altra realta'.

AGI