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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/11/2015  -  stampato il 05/12/2016


Omicida evaso da ospedale di Lecce: il DAP avvia indagine interna per accertare i motivi della visita medica

Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha avviato un’indagine amministrativa sull'episodio: rra gli elementi che il Dap deve acquisire, uno riguarda la tipologia della visita che il detenuto doveva effettuare e cioè se si trattasse di una visita programmata o d’urgenza, le due tipologie previste dall’ordinamento penitenziario per le quali i detenuti possono essere condotti in ospedale. La valutazione sull'urgenza è affidata al medico. Un altro elemento è legato al numero di uomini di scorta. In questo caso – a quanto risulta – oltre ai due agenti che accompagnavano il detenuto, era presente l’autista e normalmente la presenza di tre unità risulta regolare per la scorta di soggetti che non siano detenuti in particolari regimi di sicurezza, come il 41bis.

L’indagine dovrà poi fare luce sulla dinamica, visto che a un agente è stata sottratta l’arma d’ordinanza con la quale, poi, il detenuto evaso ha sparato.

Perrone, vicino alla Sacra Corona unita, è ritenuto un duro: un anno uccise per uno sguardo e una parola di troppo. Il 28 marzo del 2014, aveva deciso di lavare l'offesa che riteneva di aver subito uccidendo nei pressi di un bar, a Trepuzzi, il 45enne di etnia rom Fatmir Makovich e ferendo gravemente suo figlio sedicenne. L’omicida venne preso qualche giorno dopo. Sei anni prima di quel giorno aveva finito di scontare una condanna a 18 anni di reclusione perchè coinvolto nelle attività mafiose della Sacra corona unita.

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