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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/11/2015  -  stampato il 11/12/2016


Evasione da ospedale Lecce: le prime indagini cercano un complice che forse stato appena arrestato

In ospedale l’aria è tesa. L’agente ferito si trova in rianimazione. Il luogo più vicino in linea d’aria in cui portarlo nell’immediato, atteso che altre sale erano in quel momento impegnate. E’ stato più semplice condurlo dal terzo al primo piano. In realtà, non rischia la vita. La prognosi è di una trentina di giorni. Il collega contuso, invece, è stato visitato nel pronto soccorso. Gli è stata applicata una fasciatura rigida al braccio destro.

Nel reparto, un viavai di agenti di Polizia Penitenziaria, carabinieri della compagnia di Lecce e del nucleo investigativo, agenti delle volanti della questura e squadra mobile. Il coordinamento delle indagini, affidato al procuratore aggiunto Antonio De Donno. La sensazione, che Perrone possa aver pianificato tutto con la complicità di qualcuno all’esterno. Ora potrebbe essere nascosto nelle zone a nord del capoluogo, dov’è cresciuto e che conosce bene. Fra le marine, magari, dove spesso e volentieri si sono rifugiati in passato alcuni fra i più pericolosi criminali.

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Ha rubato, per favorirsi la fuga, una Toyota Yaris nel parcheggio dell’ospedale, puntando la pistola alla tempia della proprietaria, e ha anche investito un altro poliziotto, ferendolo in modo non grave. Lo attendevano, probabilmente, dei complici, fuori dal nosocomio e, secondo ricostruzioni ufficiose, uno dei presunti complici sarebbe già stato arrestato.

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