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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/11/2015  -  stampato il 05/12/2016


Stefano Dambruoso: vicino alla famiglia Agente ferito e grato alla Polizia Penitenziaria che mi ha aiutato in passato

"Il tentato omicidio ai danni dell'agente  Caputo della Polizia Penitenziaria di Lecce ripropone il delicato tema dei maggiori controlli e della selettivita' con cui devono essere trattate le richieste di cure sanitarie extracarcerarie da parte di detenuti pericolosi e della maggiore deontologia che da tempo viene richiesta - soprattutto dalle Camere Penali - agli avvocati che seguono questi fascicoli presso il Magistrato di Sorveglianza". Lo dichiara in una nota Stefano Dambruoso, componente della Commisione Giustizia  e Questore della Camera dei Deputati. 

"Ma oggi sento di essere prioritariamente vicino alla famiglia Caputo e a tutte le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria. Conosco bene moltissimi agenti della Polizia Penitenziaria a cui sono  grato e riconoscente per aver garantito la sicurezza della mia famiglia e dei miei figli in un periodo assai pericoloso della mia vita professionale. Ma sono loro soprattutto grato per il  lavoro svolto negli Istituti di Pena che di fatto si trasforma anche per loro in un modo di prestare il loro servizio ogni giorno assai simile alla vita dei detenuti". 

"Nelle carceri Italiane ci sono circa 50.000 delinquenti  ma anche 40.000 persone per bene e padri di famiglia che per meno di 2.000 euro al mese rendono il loro servizio al Paese in silenzio e con dignita'. Ringrazio l'agente Caputo di Lecce per il suo impegno e gli auguro di tornare presto al servizio del suo  Paese dopo essere guarito e ripresosi dal traumatico ferimento e tramite lui un ringraziamento a tutti gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria per la loro professionalita' e senso del dovere", conclude.

ANSA