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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/11/2015  -  stampato il 07/12/2016


Massimo Carminati parla in codice con i familiari? Polizia Penitenziaria intercetta frasi sospette

Quando gli agenti del carcere di Parma avevano ascoltato le conversazioni avvenute tra Massimo Carminati e i suoi familiari, avevano immediatamente scritto alla procura di Roma. «Detenuto 41 bis Massimo Carminati». È questo l’oggetto della missiva inviata agli inquirenti dai Poliziotti che sospettavano l’esistenza di un linguaggio in codice celato dietro frasi apparentemente illogiche.

«Visto quanto relazionato in merito al colloquio visivo intercorso tra il detenuto Carminati e i suoi familiari – scrive la Polizia Penitenziaria - e considerato il contenuto dello stesso, con riferimento a persone e fatti determinati, anche attraverso l’uso di termini apparentemente privi di significati e senso logico, reputando il tutto degno di rilievo e di approfondimento investigativo (...) appare opportuno notiziare la Dgft».

Effettivamente le conversazioni tra il presunto boss di Mafia Capitale e i suoi familiari appaiono degne di nota proprio per la loro illogicità. «Fino a mercoledì non mi mandare raccomandate, il postino è in ferie», avrebbe detto la compagna di Carminati al detenuto in regime di massima sicurezza. Data anche la nota intelligenza dell’indagato, la conversazione assume toni alquanto surreali. Specialmente se dopo pochi istanti il discorso si sposta sul cibo: «Mi ha chiesto il primo sale, sono andata da quello che lo fa, sia di mucca che di pecora» continua a riferire la donna. Sotto le telecamere che sorvegliano la visita dei familiari al re del Mondo di Mezzo, i protagonisti di questa storia fanno riferimento al possibile aiuto che potrebbe fornire una psicologa. La donna citata, effettivamente iscritta all’albo, viene descritta da Carminati come una vecchia amica che «qualunque cosa ci serviva ci aiutava». «Siamo andati a casa sua» risponde la compagna del detenuto spiegando alcune problematiche di natura psicologica. Il discorso si sposta velocemente sulle accuse mosse al Cecato».

È in questo frangente che, come già rivelato da Il Tempo , il principale protagonista dell’inchiesta che ha fatto tremare i palazzi della Città Eterna afferma: «Mafia Capitale è nata per nascondere altre cose. La cosa che mi fa vomitare è l’associazione mafiosa, mi avessero dato banda armata va bene... ma l’associazione».

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