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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/11/2015  -  stampato il 03/12/2016


Raffaele Cutolo vuole uscire dal 41-bis: si dice pronto a rivelare i segreti del sequestro e omicidio di Aldo Moro

Nessun pentimento ("solo davanti a Dio" ). Nemmeno una dissociazione. Ma, per la prima volta dopo oltre mezzo secolo dietro le sbarre - 34 anni in isolamento, 23 in regime di 41 bis -, Raffaele Cutolo ha deciso di collaborare con lo Stato. Una scelta clamorosa che Repubblica è in grado di rivelare e di ricostruire. Una scelta maturata recentemente, in gran segreto, nel carcere di Parma, dove l'ex capo della Nuova camorra organizzata ha appena compiuto 74 anni. Qui, due mesi fa, Cutolo ha chiesto - a sorpresa - di essere interrogato sul rapimento e la morte di Aldo Moro. E ha parlato.

Le sue rivelazioni -  il verbale è stato secretato - le hanno raccolte in cella un luogotenente dei carabinieri e un magistrato. Collaborano entrambi con laCommissione parlamentare di inchiesta che indaga sulla complessa, e ancora oscura vicenda, dello statista democristiano rapito e ucciso dai terroristi delle Brigate Rosse il 9 maggio 1978.

Ma vediamo, con ordine, quello che è successo nel carcere di Parma. Siamo all'inizio di settembre: l'Italia e l'Europa sono alle prese con il caos migranti. Cutolo, come da routine, incontra la moglie Immacolata Iacone nell'unico colloquio mensile previsto per i detenuti sottoposti al regime del carcere duro (41bis). Piccolo ma non irrilevante passo indietro: sei mesi prima. È il 2 marzo. L'ex boss della camorra si sfoga in un colloquio riportato sulle colonne di questo giornale: "Mi hanno sepolto vivo in cella, se parlo crolla lo Stato", dichiara Cutolo. A stretto giro arriva la replica del procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti. "Cutolo dica quello che sa e sarà valutato, siamo pronti a indagare", lo incalza il 10 marzo.

Un invito, più che eloquente, rivolto a "don Raffaele" affinché potesse prendere in considerazione l'idea - sempre parole di Roberti - di fare "seguire alle dichiarazioni contro lo Stato anche delle dichiarazioni concrete". Perché, è il ragionamento, "la
possibilità di uscire dalla condizione del 41bis dipende soltanto da lui...".

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