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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/11/2015  -  stampato il 08/12/2016


Segnalati tre terroristi islamici nel carcere di Marassi: perquisizioni nelle celle del penitenziario genovese

I controlli sono scattati negli ultimi due giorni. Quando gli agenti della Polizia Penitenziaria si sono presentati in una decina di celle del carcere di Marassi. Una prima, concreta, risposta dopo l’attacco dell’Isis alla Francia. Obiettivo: cercare tracce di contatti e appartenenze alla matrice fondamentalista dell’Islam, fare uno screening dei soggetti potenzialmente “radicalizzati”. Gli accertamenti hanno riguardato detenuti stranieri di religione islamica, alcuni di questi anche convertiti di recente, che potrebbero essere deragliati verso posizioni estreme. I poliziotti, all’interno delle celle hanno cercato scritti, documenti, elementi che testimoniassero questa vicinanza, sebbene allo stato non sia emerso nulla di eclatante.

L’allarme del Viminale

Il blitz all’interno della casa circondariale di via del Piano è stato deciso dal Dap, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, dopo l’allarme lanciato dal Viminale. Il ministero dell’Interno, alla luce dei fatti di Parigi, ha segnalato proprio le carceri come «possibile luogo di aggregazione in grado di favorire il radicamento dell’estremismo islamico». Secondo la nostra intelligence (da giorni sono state avviate alcune intercettazioni preventive su islamici radicali anche in Liguria) c’è la necessità a Genova di verificare e documentare i rapporti che avvengono dentro le celle. E poi gli ingressi, i legami creati durante la permanenza all’interno del penitenziario, il percorso di chi ha lasciato il carcere dopo aver scontato la pena. D’altronde proprio in carcere si era avvicinato alle posizioni più estremiste Sahbri Chriaa, il franco-tunisino di 37 anni che venne espulso nel febbraio scorso da Genova, dopo un arresto per reati comuni, perché segnalato dalle autorità francesi come un potenziale fondamentalista.

La città come crocevia

A Genova, dopo i fatti di Parigi, l’allerta è massima. Il capoluogo ligure è tenuto in considerazione dai nostri 007 per la vicinanza al confine transalpino. Ed esiste su questo aspetto una collaborazione molto stretta tra la gendarmerie d’Oltralpe e la polizia genovese. Ieri mattina proprio i francesi hanno diramato, oltre a quella relativa alla fuga di Abdeslam Salah, uno dei terroristi direttamente coinvolto nella mattanza di venerdì sera, una seconda allerta. All’interno di questo documento, arrivato sulla scrivania dei dirigenti di polizia e carabinieri, ci sono i nomi, cognomi e fotografie di altri tre presunti fiancheggiatori, sospettati di aver aiutato i macellai francesi a preparare il raid dei giorni scorsi.

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