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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/11/2015  -  stampato il 10/12/2016


Evasione ergastolano Perrone: trovate impronte biologiche per risalire ad eventuali complici

Impronte digitali e materiale biologico. E’ quanto hanno individuato i carabinieri del Nucleo di investigazioni scientifiche di Lecce nell’auto utilizzata dall’ergastolano Fabio Perrone, il 42enne di Trepuzzi evaso dall’ospedale “Vito Fazzi”, il 6 novembre scorso.

La Toyota Yaris, rapinata quella mattina a una donna ferma nel parcheggio, è stata ritrovata il 10 novembre nel paese d’origine dell’uomo, in via Campania. Con un carro attrezzi è stato trasportato al Comando provinciale dell’Arma e analizzato le ore successive dai militari, alla ricerca di sangue, liquidi biologici, peli e capelli.

Le tracce trovate saranno isolate e nei prossimi giorni inserite nella banca dati dell’Afis (Sistema automatizzato di identificazione delle impronte), che contiene le informazioni biometriche di tutti i soggetti che hanno avuto a che fare con le forze dell’ordine. Se i dati genetici risultassero già censiti, si potrebbe dunque risalire chi sia salito sulla Toyota, escludendo naturalmente la proprietaria del mezzo e i suoi familiari.

La convinzione degli investigatori è che la vettura sia stata utilizzata, oltre che da Perrone, dai complici ai quali ha chiesto aiuto per far perdere le proprie tracce.

Le ricerche dell’ergastolano proseguono, intanto, ininterrottamente. Al momento senza alcun esito positivo, come confermato dal procuratore della Repubblica Cataldo Motta, che coordina l’attività investigativa, insieme al sostituto Stefania Mininni. In campo carabinieri, polizia di Stato e agenti della penitenziaria.

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