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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/11/2015  -  stampato il 04/12/2016


Cutolo collaboratore di giustizia? La moglie lo esclude: notizia falsa

«È destituita di ogni fondamento e, come tale, assolutamente falsa» la notizia pubblicata da diversi organi di stampa secondo cui Raffaele Cutolo «avrebbe intrapreso un rapporto di collaborazione con la giustizia». È quanto afferma Immacolata Iacone, moglie dell'ex capo della Nco, detenuto in regime di 41 bis nel carcere di Parma, in un comunicato affidato al penalista avellinese, Gaetano Aufiero, da anni difensore di Cutolo.

«Rispetto per chi ha deciso di pagare il suo debito con la giustizia senza mai lesinare sconti, e rispetto per i familiari che la pubblicazione di notizie false evidentemente danneggia», chiede Immacolata Iacone, moglie di Raffaele Cutolo e madre di Denise, la bambina di sette anni avuta attraverso inseminazione artificiale dall'ex capo della Nco in carcere da oltre 30 anni, in riferimento alle notizie secondo le quali Raffaele Cutolo sarebbe pronto a collaborare con la giustizia, partendo dai «segreti», ancora nascosti, sulla presunta trattativa con le Brigate Rosse per la liberazione di Aldo Moro, lo statista democristiano rapito e ucciso dai terroristi il 9 maggio del 1978.

Nel comunicato che la moglie di Cutolo ha affidato al legale si legge che «Cutolo è in dignitosa espiazione delle sue condanne da oltre mezzo secolo e non ha mai inteso intraprendere un rapporto di collaborazione con la giustizia e non ha mai avanzato richieste o istanze strumentali per ottenere la libertà o la semplice attenuazione del regime 41 bis, a cui è ininterrottamente sottoposto da oltre 20 anni».

Secondo Immacolata Iacone, che nei giorni scorsi ha incontrato Raffaele Cutolo nel carcere di Parma nel colloquio mensile previsto per i detenuti sottoposti al carcere duro, «non si ha alcuna notizia dell'interrogatorio che Raffaele Cutolo avrebbe reso relativamente al sequestro del Presidente Aldo Moro, nè del suo contenuto, e di certo -aggiunge- nulla legittima improvvide conclusioni su inesistenti rapporti di collaborazione tra Raffaele Cutolo e lo Stato o singole autorità giudiziarie».

«È assolutamente legittimo pretendere - conclude la nota sottoscritta da Immacolata Iacone - nella piena comprensione del sacrosanto diritto di cronaca, che notizie destituite di ogni fondamento, e dunque false, non danneggino Raffaele Cutolo e i suoi familiari». Su questo punto, l'avvocato Aufiero, invitato a chiarire meglio il senso della dichiarazione, spiega che «il danneggiamento è esclusivamente di carattere psicologico e ambientale». «La pubblicazione di titoli secondo i quali Raffaele Cutolo è pronto a collaborare, accendono una attenzione mediatica che diventa un assedio psicologico e ambientale per Immacolata e la sua bambina».

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