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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/11/2015  -  stampato il 24/11/2017


Sequestrata in carcere una lettera del boss Gionta

Una lettera scritta all'interno del carcere di Opera, nel milanese. Porta la firma di Aldo Gionta, il figlio del ras dei Valentini.

Perchè l'unica arma rimasta nelle mani del boss, rinchiuso al 41 bis, resta solo una penna. E' quella che Gionta ha usato per scrivere ad un familiare, una lettera però mai arrivata. E' infatti stata sequestrata prima dalla direzione del penitenziario, poi sottoposta al magistrato del tribunale di sorveglianza ed infine nelle mani dell'Antimafia.

Il boss aveva persino provato a reclamare rivendicando l'invio di quella lettera ma per gli investigatori non c'è alcun dubbio:«Il Tribunale, - si legge nell’ordinanza - investito del reclamo, nel tentativo di legittimare la decisione del Magistrato, si sarebbe trincerato dietro un’apparente motivazione, richiamando il principio giurisprudenziale secondo cui la rivelazione all’interessato delle frasi dal contenuto ambiguo e sospetto, presenti nella corrispondenza trattenuta, finirebbe col vanificare le finalità investigative o di prevenzione dei reati, ovvero le ragioni di sicurezza o di ordine dell’istituto penitenziario».

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