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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/11/2015  -  stampato il 11/12/2016


Poliziotti del carcere di Viterbo in agitazione: sindacati contro l'amministrazione

Non accettiamo che non vengano pagate le competenze accessorie, sono soldi guadagnati e necessari ai nostri nuclei familiari specie in concomitanza delle feste natalizie. Pretendiamo dalla direzione che sia fatto il possibile per risolvere la situazione. Inoltre è scandaloso far pagare la caserma al Corpo di Polizia Penitenziaria.

Gli alloggi di servizio non sono pagati da nessun corpo di Polizia dello Stato. Lo stato dell’illuminazione dell’istituto è disastroso e non idoneo a garantire la sicurezza.

Per questo, abbiamo deciso di intraprendere una serie di iniziative che abbiano lo scopo di risolvere e allentare la tensione all’interno del reparto di Polizia Penitenziaria. Ci siamo attivati su tutti i fronti, compreso quello politico, al fine di sbloccare la situazione e poter dare risposte ai diritti sacrosanti dei poliziotti penitenziari. Non per questo però, ci sentiamo di praticare il “muro contro muro” chiedendo teste ad alzo zero o magari aumentando la tensione ad una già delicata criticità.

Siamo consapevoli dell’errore, i soldi mancano solo a Viterbo quindi è palese che non mancano fondi ma che qualcosa è saltato al momento della comunicazione. Per questo e sapendo della piena buona fede dell’operatore interessato alla mancata comunicazione (persona irreprensibile, sempre disponibile e di alto valore morale) abbiamo deciso di non infierire correndo il rischio di ottenere la sola ammenda di un “padre di famiglia come tutti noi”.

Altra considerazione che vogliamo esternare è quella che, pur senza straordinari e con grande difficoltà nell’affrontare le spese del mese di dicembre, con molta dignità e nel rispetto di chi, in questo delicato momento sociale è senza lavoro, vogliamo affrontare la problematica senza piangerci addosso e tentando di risolverla senza clamore.

Ciò che ci spetta ci deve essere dato, ma non per questo dobbiamo passare per quelli che “a Natale saranno sul lastrico”, soprattutto nel rispetto di tutte le persone che realmente oggi sono in sofferenza. Almeno questo da servitori dello Stato lo dobbiamo. Tolleranza zero invece per quanto riguarda la situazione della caserma.

La direzione non può pretendere alcunché sino a quando non avrà messo a norma le stanze che oggi sono addirittura prive di bidet o arredi. Infine il problema dell’illuminazione.

Quando a inizio mese qualcuno cantava alla vittoria sapendo di fare propaganda becera e che il problema si sarebbe ripresentato, noi dicevamo di non accontentarci delle promesse del provveditore e di pretendere la totale copertura della spesa. 10mila euro promessi a fronte di oltre 150mila euro necessari non avrebbero fatto nulla. Oggi ecco i risultati, dei soldi nemmeno l’ombra, le luci sono di nuovo spente e l’istituto è di nuovo nella più totale insicurezza.

Annunciamo proteste e non escludiamo che sotto il periodo natalizio faremo una bella fiaccolata laddove nessuno di questi problemi sia stato risolto.

Lo faremo con stile e senza volere la testa di nessuno ma solamente soluzioni. Ci piace fare sindacato così, con dignità e senza cavalcare l’onda a discapito, magari, di un padre di famiglia come noi.

SAPPE Floris
UIL Bologna
OSAPP Carlisi
SINAPPE Di Campli
CISL Fiorini
CGIL Federici