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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/11/2015  -  stampato il 04/12/2016


No alla chiusura del carcere di Sala Consilina: il Comune ricorrerą al TAR contro il Ministro Orlando

Il Comune di Sala Consilina ricorrerà al Tar del Lazio contro il decreto del ministro della Giustizia Andrea Orlando col quale, dallo scorso 27 ottobre, ha soppresso la casa circondariale di Via Gioberti. Ad annunciarlo, insieme al sindaco di Sala, Francesco Cavallone, è stato l’avvocato Sebastiano Tanzola, delegato al settore penale per l’Ordine degli avvocati di Lagonegro. «Come classe forense - ha sottolineato Tanzola - ci stiamo organizzando e muovendo sia a livello politico, sia a livello istituzionale coinvolgendo le amministrazioni comunali per fare in modo che il nostro territorio non sia ancora vittima di una ennesima ingiustizia dopo quella della soppressione del tribunale».

Nei giorni scorsi il sindaco ha chiesto l’accesso agli atti che hanno determinato il provvedimento di soppressione ed è stato già contattato un avvocato amministrativista per preparare il ricorso. «Il decreto di soppressione - spiega l’avvocato Tanzola - a mio avviso contiene un vulnus molto forte. Nel provvedimento infatti si scrive che la casa circondariale era stata già salvata nel 2004 perchè Sala Consilina era sede di tribunale, facendo così implicitamente capire che il carcere si salva se c’è anche il tribunale. Visto che le cose stanno così il carcere non doveva e non poteva essere chiuso perchè lo stesso carcere serve anche il territorio di Lagonegro, dove si trova ora il tribunale e Lagonegro dal 23 novembre del 1980 si è servito per 35 anni della casa circondariale di Sala». Avvocati e amministratori locali chiedono che il provvedimento di chiusura venga revocato e nel frattempo realizzato un nuovo carcere che possa servire l’area di competenza del palazzo di giustizia di Lagonegro. Si tratta di un territorio che comprende circa 50 comuni per un totale di 183mila abitanti e che ora non ha un carcere. Nel 2010 l’allora guardasigilli Alfano aveva inserito Sala tra le sette città italiane dove sarebbero stati realizzati dei nuovi penitenziari. Il nuovo carcere stando a quel progetto dovrebbe sorgere in un’area di 60mila mq in località Santa Maria degli Ulivi.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’onorevole Mara Carfagna con una interrogazione al ministro: «Ritengo indispensabile

– ha scritto la Carfagna – una revisione del decreto che, se confermato, andrebbe ad infliggere una ulteriore ed ingiusta penalizzazione in termini di risorse umane ed economiche ad una città, Sala Consilina, che è tra le più produttive del territorio salernitano».