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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/12/2015  -  stampato il 05/12/2016


Carcere Rebibbia: agenti aggredite da detenuta sieropositiva. Morsi e una mano rotta

Ha rotto le ossa di una mano ad una agente ed ha morso la sua collega. Alta tensione nel Carcere Femminile di Roma Rebibbia, dove mercoledì scorso una detenuta italiana sieropositiva ha dato in escandescenza e turbato l’ordine e la sicurezza della struttura penitenziaria aggredendo le due agenti di Polizia Penitenziaria in servizio nella Casa Circondariale della via Tiburtina. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

MORSO E ROTTURA DELLA MANO - "La detenuta era stato fatto uscire dalla cella per essere accompagnata nell’infermeria - spiega il segretario generale del Sappe Donato Capece -. Durante il tragitto, senza alcun motivo, improvvisamente si avventava contro le due colleghe, rompendo ad una l’ossa della mano e dando un morso all’altra, procurandole abrasioni che hanno determinato il panico essendo la detenuta, come detto, sieropositiva. Si è reso necessario accompagnarle al Pronto Soccorso dell’ospedale, dove sono state medicate e dove per la collega morsicata sono iniziati una serie di accertamenti per scongiurare il rischio contagio. A loro va la nostra vicinanza e solidarietà".

SPRAY ANTIAGGRESSIONE - Da qui la richiesta del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria al Ministro della Giustizia Orlando e ai vertici dell’Amministrazione centrale: "Sono anni - prosegue Capece - che sollecitiamo di dotare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di strumenti di tutela efficaci, come può essere lo spray anti aggressione recentemente assegnato, in fase sperimentale, a Polizia di Stato e Carabinieri. Sono decine e decine le aggressioni subite da poliziotti penitenziari in carcere dall’inizio dell’anno. Chiedo al Ministro della Giustizia Andrea Orlando e il Capo DAP Santi Consolo di adottare adeguati provvedimenti per garantire la sicurezza e la stessa incolumità fisica degli Agenti che lavorano in carcere, sempre più spesso al centro di gravi e violente aggressioni".

RIFORME STRUTTURALI - Donato Capece evidenzia infine come l’aggressione nel carcere femminile di Roma Rebibbia sia "sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E che a poco serve un calo parziale dei detenuti, da un anno all’altro, se non si promuovono riforme davvero strutturali nel sistema penitenziario e dell’esecuzione della pena nazionale".

 

Fonte: Roma Today