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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/12/2015  -  stampato il 07/12/2016


Consulta Sicurezza: gli 80 euro promessi da Renzi sono solo una scusa per non rinnovare il contratto

“L’emendamento presentato dal Governo con il quale si attribuisce il beneficio economico ‘una tantum’ di 960 euro annui, pari ad 80 euro mensili, è assolutamente insoddisfacente, soprattutto se tali somme non fossero appostate stabilmente nelle nostre retribuzioni e  per quanto questo risultato possa essere unicamente ricondotto alla nostra mobilitazione con 10.000 divise portate in piazza a metà ottobre a Roma e alla recente protesta a Pontassieve”.

Lo affermano la Consulta Sicurezza (SAP , SAPPE, SAPAF e CONAPO) e i sindacati COISP e CONSAP in rappresentanza della stragrande maggioranza del personale della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale e dei Vigili del Fuoco. “Non possiamo non rilevare – dicono i segretari generali Gianni Tonelli, Donato Capece, Marco Moroni, Antonio Brizzi,  Franco Maccari e Giorgio Innocenzi – che questo è unicamente un modo per eludere l’obbligo specifico di rinnovare il contratto nazionale di lavoro che avrebbe dovuto avere valore dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della sentenza della Corte Costituzionale, ossia dal 28 luglio 2015, sentenza con la quale era stata dichiarata la illegittimità del blocco dei contratti di lavoro per il pubblico impiego”. 

“La somma di 960 euro – dicono le organizzazioni sindacali – non deve essere postata unicamente per eludere un obbligo ben preciso, una somma ‘una tantum’ che vale solo per il 2016, che non è strutturabile né pensionabile, né liquidabile. Se con le stesse risorse stanziate per il bonus da 80 euro si andasse a stipulare un normale contratto, in cui necessariamente verrebbe finanziata anche la parte normativa e gli aumenti sull’accessorio, al netto delle trattenute verrebbero corrisposti neppure 30 euro netti mensili per poliziotti, penitenziari, forestali e vigili del fuoco”. “Per questo – proseguono i sindacati – chiediamo un contratto che parta dal 28 luglio 2015, data di pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale, un aumento netto di 100 euro per Agente e a salire per le altre qualifiche e una ‘una tantum’ di 1.500 euro a parziale risarcimento per il denaro illegittimamente sottratto nei 6 anni di blocco contrattuale. Chiediamo di essere convocati urgentemente dal premier Renzi, in ossequio ad un preciso obbligo di legge, al fine di discutere quanto sopra evidenziato per reperire somme ulteriori per finanziare un non più rinviabile riordino e una reale omogeneizzazione delle progressioni di carriera che da  dieci anni la categoria attende. Senza contare la necessità di fermare immediatamente l’assurdo processo di  militarizzazione del Corpo Forestale dello Stato e l’accorpamento con l’Arma dei carabinieri. Occorre infine e urgentemente superare le carenze di organico – 45.000 operatori in meno tra tutte le Forze dell’Ordine – col ripristino immediato del turn over al 100% non solo per Polizia e Carabinieri, ma anche per la Polizia Penitenziaria, per la quale non sono state neppure previste assunzioni straordinarie, il Corpo Forestale e i Vigili del Fuoco”.

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