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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/12/2015  -  stampato il 05/12/2016


Orlando e Roberti a Tirana: incontro Albania-Italia contro il terrorismo e la radicalizzazione islamica nelle carceri

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando e il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Franco Robertihanno incontrato oggi le principali Istituzioni governative albanesi per consolidare la cooperazione giudiziaria fra Italia e Albania. I Balcani rappresentano infatti un'area strategica per il contrasto al terrorismo e sono storicamente anche un crocevia di traffici illeciti.

L'Albania, partner storico dell'Italia, è un importante Paese di quell'area con una rilevante presenza di cittadini di religione islamica in cui da tempo si sperimenta un modello di convivenza pacifica tra credo diversi. 

Al centro dei colloqui con il Primo Ministro Edi Rama e i ministri della Giustizia, Ylli Manjani, e dell’Interno, Saimir Tahiri, il ruolo centrale svolto dell'Albania nel contrasto alla radicalizzazione nei Balcani: il Guardasigilli e il Procuratore hanno ribadito l’impegno italiano a rafforzare la cooperazione nella lotta al terrorismo jihadista e a intensificare gli scambi di informazioni e di esperienze investigative di lotta alla radicalizzazione e al fenomeno dei foreign terrorist fighters, nonchè le attività di contrasto e di prevenzione del radicalismo nel circuito penitenziario.

"Dobbiamo affrontare la questione come se fossimo un unico Stato: i nemici sono comuni e comune deve essere anche la nostra capacità di reazione” ha dichiarato il ministroOrlando al termine degli incontri.

“Perché le relazioni possano diventare più rapide ed efficaci abbiamo deciso di individuare un magistrato di collegamento con esperienza in indagini di questo tipo che possa supportare sul campo la cooperazione", ha sottolineato Orlando. "Inoltre abbiamo offerto alle autorità albanesi la disponibilità a cooperare anche per supportare l'attività di formazione di magistrati e investigatori in materia, nonché le tecnologie per le banche dati". 

Una particolare attenzione è stata dedicata al tema della tratta di esseri umani e alla prevenzione di possibili recrudescenze del fenomeno anche sulle coste albanesi. Su questo terreno il Premier Rama ha chiesto una cooperazione del governo italiano anche alla luce dei flussi migratori sempre più imponenti provenienti da Turchia e Grecia. Si tratta di un'attività di protezione delle frontiere su cui è comune l'interesse dei due Paesi. 

Nel corso degli incontri il Guardasigilli ha chiesto un maggiore impegno alle procedure di trasferimento dall'Italia dei detenuti albanesi nel Paese di origine, ricevendo dal Premier albanese una piena disponibilità e una richiesta di cooperazione dell'amministrazione penitenziaria italiana per implementare il sistema di esecuzione della pena del Paese balcanico.

“La via della cooperazione è una strada facile da percorrere, ma difficile da preparare” ha evidenziato Orlando, “poiché si tratta di far combaciare due sistemi differenti e di ordinare competenze diverse all'interno dei rispettivi sistemi nazionali. Su questo terreno, in Italia siamo avanti potendo da tempo contare sull’apporto di una procura antimafia e antiterrorismo”.

“Il fenomeno della radicalizzazione” ha concluso il Guardasigilli, “è sempre più spesso legato anche al mondo del carcere: per questo abbiamo deciso di puntare sulla prevenzione di simili fenomeni che possono verificarsi negli istituti penitenziari sia italiani che albanesi. Anche la Rete, altro importante luogo di radicalizzazione, verrà monitorata: saranno rafforzati gli strumenti di indagine e intensificata una maggiore attività di prevenzione attraverso il contrasto ai soggetti che promuovono l’odio online”.

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