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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/12/2015  -  stampato il 05/12/2016


Allarme carcere in Campania del Sappe: carceri allo sbando, detenuti fuori controllo

Penitenziari sotto osservazione ancora una volta, le continue notizie di cronaca sul mondo delle carceri Italiane aprono grandi riflessioni sulla sicurezza dei detenuti. In Campania nel giorno della vigilia di Natale un detenuto ha tentato di sgozzare il compagno di cella nel Salernitano, usando il vetro di una bottiglia di spumante incredibilmente autorizzata ad entrare in cella. Ad Avellino un detenuto di 58 anni è morto per un infarto fulminante nell’infermeria del carcere. A darne notizia è stato il sindacato del Sappe  : “Si è trattato di momenti di estrema tensione a Salerno, comunque gestiti al meglio dalla Polizia Penitenziaria che è costretta a lavorare in pessime condizioni operative”, denuncia il segretario generale del sindacato, Donato Capece. “Sono anni infatti che denunciamo le precarie condizioni di lavoro dei nostri Agenti, in un penitenziario in cui i detenuti sembrano voler prendere il sopravvento anche per l’assenza di un Reparto isolamento e l’incapacità di far scontare loro le sanzioni disciplinari. Un carcere allo sbando, senza un vero comandante di Polizia Penitenziaria, e queste sono le conseguenze della mancata approvazione di provvedimenti da parte dell’amministrazione penitenziari regionale e nazionale”.

“Ad Avellino, invece, un detenuto è morto d’infarto nonostante i tempestivi soccorsi dei poliziotti penitenziari”, aggiunge. La situazione nelle carceri resta allarmante: altro che emergenza superata! Dal punto di vista sanitario è semplicemente terrificante: secondo recenti studi di settore è stato accertato che almeno una patologia è presente nel 60-80% dei detenuti. Questo significa che almeno due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie più frequenti, proprio quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti. A seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%). Altro che dichiarazioni tranquillizzanti, altro che situazione tornata alla normalità. I numeri dei detenuti in Italia sarà pure calato, ma le aggressioni, le colluttazioni, i ferimenti e i tentati suicidi si verificano costantemente, con poliziotti feriti e celle devastate”. Capece poi sottolinea: “La Polizia Penitenziaria continua a ‘tenere botta’, nonostante le quotidiane aggressioni. Ma è sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane”.

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