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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/12/2015  -  stampato il 11/12/2016


Da giovedý 31 dicembre apre il nuovo carcere di Rovigo: lo aveva promesso Orlando

All'interno massimo 204 detenuti. Dentro il cortile e i locali a servizio delle persone rinchiuse, le palazzine con i 90 alloggi destinati agli agenti. Attivo da giovedì. Da giovedì pomeriggio sarà operativo il nuovo carcere di Rovigo. Lo diciamo subito: non è una notizie come le altre.

Questo, infatti, è il complesso che era stato completato nel 2013, dopo lavori costati ben 29 milioni di euro, ma che poi era rimasto abbandonato a se stesso. Era stato il Corriere del Veneto, in un'inchiesta dello scorso 10 settembre, a far riemergere il caso, raccontando del rimpallo di responsabilità tra ministeri sulle competenze per l'apertura del polo detentivo. Proprio all'indomani del servizio, il ministro della Giustizia Andrea Orlando rispose alle nostre domande, assumendosi l'impegno di occuparsi direttamente della vicenda. Poi, lo stesso Orlando, a stretto giro di posta, scrisse al Corriere del Veneto garantendo l'apertura entro il 2015. Il trasloco, completato in questi giorni, dà dunque ragione al ministro. Dopodomani sarà così scongiurato il fantasma che ha aleggiato non poco sul Polesine: quello dell'ex carcere di Codigoro (Ferrara), distante pochi chilometri da Rovigo.

Una struttura costata 3,6 milioni di euro e mai aperta, venendo poi abbandonato al suo destino fino al 2013 quando viene concesso - provvisoriamente - dal Demanio al Comune ferrarese. A prendere servizio il 31 dicembre nella nuova struttura, che nasce a ridosso della Tangenziale Est dietro la cittadella sanitaria dell'Usl 18, saranno solo alcuni agenti penitenziari. I detenuti saranno trasferiti dopo l'Epifania. Che ormai il movimento per il trasloco dalla vecchia e criticata casa circondariale di via Verdi fosse nell'aria si è visto alcuni giorni prima di Natale. Una quarantina di detenuti, quelli non residenti e Polesine e con la pena più lunga da scontare, sono stati spostati in altre carceri del Triveneto. La restante ventina, invece, è stata impiegata a scaricare materiale destinato al nuovo carcere. Saranno loro, quindi, i primi "clienti" della nuova struttura in tangenziale.

Anche l'avvicendamento a sua volta sarà in tono minore. All'appello infatti mancano numerosi agenti penitenziari, anche se a dicembre l'organico di circa 60 lavoratori è stato rinfoltito di nove unità ed entro il mese prossimo ne arriveranno altri sei. Il complesso carcerario rodigino, la cui prima pietra fu posta nel luglio 2007 dall'allora guardasigilli Clemente Mastella ai tempi del secondo governo Prodi, occupa una superficie di 26mila metri quadri in superficie. Al suo interno vi potranno stare 204 detenuti al massimo. Dentro vi sarà il cortile e i locali a servizio delle persone rinchiuse, le palazzine con i 90 alloggi destinati agli agenti.

Inoltre, troveranno posto l'area detenzione, gli edifici per il personale, strutture per le attività rieducative, con aule e laboratori dedicati ad attività di formazione. Il nuovo carcere sarà dotato anche di una chiesa e di uno spazio di preghiera multi religioso, di una sala polivalente, di una palestra, di un campo sportivo e l'infermeria. La separazione dall'esterno è garantita da un muro di cinta alto sette metri e mezzo.

I lavori sarebbero dovuti essere ultimati in tre anni, ma ce ne sono voluti sei per via dei cambi di progetti e della crisi che ha rallentato l'azione delle ditte costruttrici. Una volta ultimato il cantiere nel 2013, però, l'apertura è sempre stata rimandata fino a quando, lo scorso settembre, i deputati veneti Diego Crivellari (Pd) e Francesca Businarolo (M5s) e il senatore Antonio De Poli (Udc) hanno presentato delle interrogazioni sulla questione. Il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, l'organo operativo del ministero della Giustizia che gestisce le carceri italiane, ha dovuto chiarire ufficialmente che il complesso "non è stato ancora consegnato dal ministero delle Infrastrutture, che ha curato la realizzazione dell'opera, al Demanio dello Stato (proprietario del bene) e in uso governativo all'amministrazione penitenziaria per gli usi istituzionali".

Corriere Veneto

 

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