www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/01/2016  -  stampato il 10/12/2016


Detenuto ricoverato per legionella: in coma farmacologico ad Alba

Alle 4.30 di questa mattina di Capodanno un detenuto comune, condannato con fine pena è stato ricoverato presso l’ospedale San Lazzaro di Alba per legionella. Attualmente è in coma farmacologico nel reparto rianimazione del nosocomio. Non è questo il primo caso alla Casa di reclusione di Alba: in passato, infatti, si sono contati altri casi (un Agente di Polizia Penitenziaria e un altro detenuto).

Ne dà notizia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria, per voce del segretario regionale del Piemonte Vicente Santilli, che ricorda come in passato la stessa organizzazione abbia più volte sollecitato l'Amministrazione penitenziaria a effettuare le giuste verifiche della struttura a salvaguardia del personale e della popolazione detenuta “senza mai ottenere delle risposte concrete” e  rimarca come sia “paradossale e sorprendente che per una struttura così venga addirittura richiesto al personale di Polizia Penitenziaria che vive in caserma il pagamento dell'alloggio”. 

La legionella – scrive il sito internet ad essa dedicato - è uno degli agenti eziologici di polmonite batterica e deve il suo nome all’epidemia di polmonite che si verificò tra i partecipanti ad una riunione dell’American Legion nell’estate del 1976 a Philadelphia: tra gli oltre 4.000 veterani presenti, (chiamati appunto “Legionnaires”),  221 si ammalarono e 34 di essi morirono. Solo in seguito si scoprì che la malattia era stata causata da un “nuovo” batterio, denominato Legionella, che fu isolato nell’impianto di condizionamento dell’hotel dove i veterani avevano soggiornato.

La legionella penetra nell’ospite attraverso le mucose delle prime vie respiratorie, in seguito ad inalazione di aerosol contaminati o più raramente di particelle di polvere da essi derivate per essiccamento o aspirazione di acqua contaminata.

 “La situazione nelle carceri resta allarmante: altro che emergenza superata!”, denuncia il Segretario Generale del Donato Capece. “Dal punto di vista sanitario è semplicemente terrificante: secondo recenti studi di settore è stato accertato che almeno una patologia è presente nel 60-80% dei detenuti. Questo significa che almeno due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie più frequenti, proprio quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti. A seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%). Altro che dichiarazioni tranquillizzanti, altro che situazione tornata alla normalità”.

Conclude Capece: “La Polizia Penitenziaria continua a ‘tenere botta’ alle emergenze penitenziarie. Ma è sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane e le costanti problematiche del settore”.

targatocn.it