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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/01/2016  -  stampato il 03/12/2016


Maxirissa tra detenuti nel carcere di Reggio Emilia, Sappe: nessuno prende provvedimenti

È l'ennesimo scontro che si registra nella casa circondariale di Reggio Emilia. Sindacati di Polizia Penitenziaria denuncia: "Nessuno prende provvedimenti". Una maxirissa, scoppiata domenica sera nel carcere di Reggio Emilia, ha coinvolto un gruppo di tunisini e albanesi, tutti detenuti per reati di droga. "Solo grazie al pronto intervento della Polizia Penitenziaria è stato evitato il peggio" sono le parole di Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Campobasso, segretario regionale.

A riportare le ferite più serie è stato un tunisino, curato nell'infermeria del carcere. Non è la prima volta che si parla di risse dentro il carcere della Pulce. Una situazione che i sindacati hanno denunciato più volte e che, spiegano, "si caratterizza ormai da più di un anno per le continue aggressioni tra detenuti, nonché contro la Polizia Penitenziaria, da parte degli stessi detenuti. Tutto questo è determinato anche dall'assenza di regole precise e, spesso, dalla mancata adozione di provvedenti adeguati, necessari per ripristinare ordine e disciplina.

Tutti i detenuti godono del regime aperto, compresi coloro che si rendono responsabili di gravi episodi di violenza". Secondo il sindacato è "giunto il momento di un'inversione di tendenza, a cominciare da un immediato cambio del vertice, palesemente inadeguato a comandare ed a gestire una situazione che ormai sta sfuggendo di mano a tutti".

Gazzetta di Reggio