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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/01/2016  -  stampato il 07/12/2016


Arrestato Perrone evaso due mesi fa, era a Trepuzzi, suo paese di origine ed era armato di kalashnikov

È stato arrestato all'alba di oggi Fabio Perrone, l'ergastolano di 42 anni evaso il 6 novembre scorso approfittando di un esame medico a cui doveva sottoporsi in un reparto dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce. Era nascosto in un'abitazione di Trepuzzi, paese in provincia di Lecce , di cui è originario.

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"È stato un lavoro di squadra, un lavoro nostro, della squadra mobile, della Polizia Penitenziaria abbiamo lavorato senza risparmiarci. Devo dire grazie a tutti: questo è stato il risultato raggiunto senza invidie e gelosie, coordinati dalla magistratura in modo eccellente. Un ottimo lavoro di squadra", è il commento a caldo che Sabrina Manzone ha rilasciato in diretta TV su un'emittente locale. L'uomo - soprannominato "triglietta" - era riuscito a fuggire non prima di aver seminato il panico. Perché Perrone, che era in un reparto della struttura ospedaliera di Lecce per sottoporsi a un esame clinico, riuscì a impossessarsi della pistola di uno degli agenti della Penitenziaria che lo scortavano, a ferire tre persone, a sparare all'impazzata in corsia per farsi strada, a minacciare nel parcheggio una donna a cui rubò la macchina per poi far perdere le sue tracce.

"Siamo contenti di averlo arrestato: Perrone è un soggetto pericoloso, aveva un kalashnikov, una pistola e ha provato a reagire scappando sul terrazzo", ha proseguito la dirigente e ha aggiunto: "In questi due mesi di indagini ci sono stati tentativi di depistaggio da parte di chi lo copriva. Ci è stato riferito che era in Albania e in Montenegro ma non si è mai mosso dal suo paese natale: Trepuzzi. Era coperto da un incensurato - che abbiamo arrestato - perché quello che avevamo capito è che c'era una fitta rete di persone che lo proteggeva, persone insospettabili.

La soddisfazione è grande". "Appena lo abbiamo arrestato gli ho detto: "Triglietta sei fritto" manifestando così la nostra soddisfazione". Lo ha detto Riccardo Secci, comandante delle Polizia Penitenziaria che ha aggiunto: "La mia grande soddisfazione è aver visto cos'è il coordinamento tra forze di polizia coordinate da una magistratura estremamente attenta. Ringrazio tutte le forze di polizia che hanno collaborato alla sua ricerca. Non ci siamo mia arresi. Devo ringraziare il nucleo investigativo di Roma è quello regionale", ha concluso Secci.

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