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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/01/2016  -  stampato il 05/12/2016


Perrone trasferito nel carcere di alta sicurezza di Catanzaro:

Dopo Ulisse, che lì fu accolto e raccontò la sua storia, anche Fabio Perrone ha raggiunto Catanzaro. Il 42enne di Trepuzzi lo ha fatto, però, da detenuto, scortato da numerosi agenti. Su disposizione del Dap (il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) l’ex latitante catturato all’alba di sabato dagli agenti della squadra mobile e della Polizia Penitenziaria, è stato trasferito nella casa circondariale di Catanzaro Siano. Si tratta una struttura detentiva destinata a ospitare circa 600 detenuti, parte di cui nel cosiddetto circuito dell’alta sicurezza. Un trasferimento per motivi di sicurezza, dopo la sanguinosa evasione dall’ospedale “Vito Fazzi” e il ferimento di due agenti di Polizia Penitenziaria e di un paziente del nosocomio.

Le indagini coordinate dai sostituti procuratori Guglielmo Cataldi e Stefania Mininni stanno cercando di fare luce sui 63 giorni trascorsi da “Triglietta” da latitante. Gli inquirenti vogliono smantellare la rete di fiancheggiatori e sodali del 42enne condannato all’ergastolo per l’omicidio di Fatmir Makovic, 45enne montenegrino residente nel campo “Panareo”, e il tentato omicidio del figlio, avvenuti il 29 marzo 2014 in un bar di Trepuzzi. Un omicidio dalle dinamiche ancora in parte oscure, così come la figura di Perrone, balzato nuovamente alle cronache dopo una condanna già scontata e un lungo oblio. Il processo d'appello è stato fissato al primo febbraio.

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